Legge anti-Lgbtq, l'Ue lancia la procedura di infrazione contro Orban

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Viktor Orban, the Prime Minister of Hungary, is photographed during the Visegrad Group Heads of State meeting in Katowice, Poland on June 30, 2021. The meeting concluded V4 Polands presidency and passed it to Hungary.  (Photo by Beata Zawrzel/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Viktor Orban, the Prime Minister of Hungary, is photographed during the Visegrad Group Heads of State meeting in Katowice, Poland on June 30, 2021. The meeting concluded V4 Polands presidency and passed it to Hungary. (Photo by Beata Zawrzel/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Dovrebbe partire domani la lettera della Commissione Europea per il governo di Budapest in cui viene annunciata una procedura di infrazione per la legge anti-Lgbtqi che Viktor Orban non vuole ritirare. A quanto si apprende da fonti Ue, il dado è tratto a Palazzo Berlaymont. La lettera è il primo passo per la procedura che potrebbe portare ad una querelle davanti alla Corte di giustizia Ue e a sanzioni pecuniarie. Martedì prossimo invece la Commissione presenterà l’annunciato rapporto sul rispetto dello stato di diritto per ogni Stato membro dell’Unione.

Nel mirino ci sono Ungheria e Polonia, che proprio per via delle contestazioni di Bruxelles sul mancato rispetto dello stato di diritto non hanno ancora ottenuto l’approvazione dei loro piani nazionali di ripresa e resilienza. Secondo l’accordo raggiunto dai leader Ue a dicembre scorso, le violazioni dei diritti, come l’indipendenza dei giudici in Polonia o le discriminazioni delle minoranze e sulla base delle preferenze sessuali in Ungheria, possono bloccare l’erogazione dei nuovi fondi europei del Next Generation Eu.

Ma domani intanto la Commissione Europea compie il primo passo per la procedura di infrazione contro Orban per la legge anti-Lgbtqi. Mentre sul Pnrr il governo di Budapest potrebbe aspettare anche “altri due mesi”, dice una fonte europea, prima dell’ok di Bruxelles. Vuol dire che quest’estate il leader di Fidesz non potrà accedere all’anticipo del 13 per cento delle risorse che verrà erogato agli Stati con i piani approvati (l’Italia e altri 11 paesi hanno ricevuto l’ok dell’Ecofin ieri, altri 5 lo otterranno il 26 luglio).

Di fatto, è partita la resa dei conti tra Bruxelles e Budapest, dopo mesi di scontri, dopo l’uscita del gruppo di Fidesz dal Ppe. “Il clima politico intorno a Orban è evidentemente cambiato”, ci dice una fonte europea. La stretta decisa dall’Ue tiene conto dell’appuntamento elettorale in Ungheria l’anno prossimo: senza le nuove tranche di fondi europei, con un Pnrr di 7,2 miliardi di euro, la campagna elettorale di Orban potrebbe risultare compromessa. Benché, secondo le previsioni economiche estive, il pil ungherese è quello che cresce di più in Europa: +7,4 per cento per la fine del 2021.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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