Legge antibivacco, centri storici e città dove non si può mangiare pranzo al sacco

Angela Iannone

A Roma, il sindaco Alemanno - evidentemente alla caccia di consensi elettorali dalla sua parte politica, o con le necessità di far cassa per il comune, chi può dirlo - ha emanato un'ordinanza (non è una novità, per Roma) anti-bivacco. Cosa significa? Significa che nelle aree «di particolare pregio storico, artistico, architettonico e culturale ricomprese nel perimetro della Città Storica di Roma è fatto divieto di bivaccare, sistemare giacigli e sostare per consumare cibi o bevande».

E chi dovesse violare l'ordinanza? Multa. Da 25 a 500 euro. E deve trattarsi veramente di un'emergenza, perché l'ordinanza del sindaco si intitola "Disposizioni urgenti per garantire la tutela delle aree di pregio del centro storico".
Un'ordinanza che ne va a sostituire un altra, in vigore fino allo scorso 30 settembre: Disposizioni urgenti per garantire la tutela, la valorizzazione e la fruizione pubblica del patrimonio artistico e monumentale della città, dove in pratica cambia qualche parola ma la sostanza rimane la stessa. Guardare ma non mangiare.

Roma non è l'unica ad aver messo in atto severe disposizioni a riguardo.  A Vicenza, il sindaco Achille Variati durante il periodo estivo ha severamente vietato la sosta prolungata e il bivacco a roulotte e camper nelle zone adiacenti ai parchi giochi e nei parcheggi. Ai malcapitati, soprattutto turisti e nomadi, è toccato pagare una multa di 350 euro.
Restando in Veneto, a Venezia la lista delle cose da non fare per non far "indispettire" i tutori dell'ordine sono molte di più: dal divieto di dar da mangiare ai piccioni a quello di fare pic nic in giro per la città, oltre a sanzioni per chi gira a torso nudo per calli e campi.

C'è chi ha addirittura ingaggiato dei vigilantes anti-bivacco: succede a Firenze, dove il sindaco Renzi, per mantenere il "decoro" intorno a Santa Maria del Fiore, ha fatto posizionare un cordone per persuadere i turisti a non sedersi sulla gradinata centrale del duomo, mentre nelle ore di punta arrivano proprio dei vigilantes dell'Opera del Duomo a sorvegliare la gradinata.
Quando la norma poi è troppo generica, si può incorrere in multe senza neanche accorgersene: a Lecce, ad esempio, basta sedersi sul parapetto dell’anfiteatro o sui gradini di una chiesa o di un altro monumento pubblico per trovarsi in una condizione illecita. L'ordinanza, infatti, dichiara che "è vietato occupare i monumenti ed i luoghi destinati al culto come luogo di intrattenimento e/o bivacco o fare qualunque altra attività incompatibile con la loro conservazione”. L'intoppo sta proprio in quel "qualunque", che garantisce alla polizia municipale di multare anche chi si ferma a sorseggiare una bottiglia d'acqua.

La difficile convivenza tra turisti e cittadini, indispettiti dall'aumento di popolazione durante i mesi estivi, ha portato i sindaci di alcune città della Costiera Amalfitana a correre ai ripari dall'invasione turistica. Qui, oltre al classico divieto di bivacco anche sulle spiagge - per la gioia dei ristoratori - vigono provvedimenti che fanno sorridere, come quello che vieta di girare con zoccoli troppo rumorosi per le stradine di Positano durante le ore di "siesta".
Un ridimensionamento e un ritorno al "buon gusto" talvolta è necessario. Eppure basterebbe soltanto un maggiore senso civico e di rispetto per evitare di vietare il piacere.