Legge di bilancio 2020, con fusione Imu-Tasi rischio aumenti del 13%

fusione imu-tasi

Il governo è al lavoro per varare la legge di bilancio 2020, con la maggioranza che deve trovare l’intesa su alcuni provvedimenti e l’opposizione che fa pressing affinché vengano approvati altri. Tra le misure che dovrebbero essere inserite in manovra anche la già più volte annunciata fusione di Imu e Tasi.

La proposta della Lega

La prima svolta arriva prima della caduta del governo giallo-verde, con Alberto Gusmeroli, vicepresidente leghista della Commissione Finanze della Camera, e Leonardo Tarantino, componente della stessa Commissione, che avevano anticipato la proposta del Carroccio che puntava in realtà a sopprimere la Tasi per arrivare poi a tagli mirati per l’Imu, con un risparmio nelle tasche degli italiani di 1,1 miliardi di euro.

“Io credo che si debba anche esentare e ridurre alcune categorie” aveva sottolineato Gusmeroli in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Il sindaco di Arona chiarisce però che “per recuperare il sommerso (5,1 miliardi) bisogna o mandare l’F24 a casa o inserirlo nel 730 precompilato – specificando poi – Ovviamente nel legiferare questa norma bisogna contemperare quest’ipotesi e far sì che la soppressione della Tasi non venga coperta con gli aumenti. I Comuni possono aumentare solo la parte eccedente e non quella fattispecie”.

Fusione Imu-Tasi

Ora invece si riparla più genericamente di una fusione di Imu e Tasi, tanto che sul tema la Confedilizia rimane dubbiosa. A settembre, in una nota, l’associazione di categoria chiariva: “Sul punto, dobbiamo evidenziare che il problema della patrimoniale Imu-Tasi non è la sua complessità, bensì il suo peso, giunto ormai a 22 miliardi di euro annui. La Commissione Finanze della Camera lo ha compreso e, nel corso delle audizioni svoltesi fino allo scorso luglio, aveva spostato l’obiettivo dall’unificazione dei due tributi locali alla loro riduzione. Confidiamo che la nuova maggioranza voglia proseguire su questa strada”.

L’accorpamento di Imu e Tasi infatti “non serve a nulla, è persino dannoso” avverte quindi il 4 ottobre 2019 su Facebook il presidente Giorgio Spaziani Testa. “Se poi si pensa di tentare per l’ennesima volta di approfittarne (di nascosto) per aumentare la tassazione, manovra bloccata da Confedilizia in più occasioni, vuol dire proprio non rendersi conto della realtà” aggiunge.

Rischio stangata

Per l’associazione di categoria infatti la fusione di Imu e Tasi potrebbe causare una vera e propria stangata. Sembra, come anticipa Libero Quotidiano, che il governo a guida PD-M5S voglia difatti aumentare del 13 per cento l’aliquota base della nuova imposta “unificata” (da 0,76 per cento a 0,86 per cento).

C’è quindi chi parla di una patrimoniale nascosta in un momento storico in cui, oltretutto, “gli immobili continuano a perdere valore”, come sottolinea ancora Confedilizia.