Legge elettorale, è stallo in maggioranza

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Una riunione "interlocutoria" quella della maggioranza ieri sera al Senato sulla legge elettorale. Tuttavia, le posizioni in campo vanno definendosi e continuano a non essere convergenti, al momento. Anzi per ora, a quanto viene riferito, la fotografia è quella di uno stallo con i veti incrociati a bloccare il confronto e con l'orizzonte del 20 dicembre, quello che la maggioranza si è data per la presentazione di un testo base, che potrebbe vacillare.  

Queste le posizioni in campo. Il Pd insiste sul doppio turno. M5S sul proporzionale con soglia alta. Leu è divisa tra chi direbbe sì al doppio turno (che implica una soglia di sbarramento bassa) e chi invece, in particolare Loredana De Petris si riferisce, resta sulla posizione 'storica' della sinistra ovvero un proporzionale con soglia contenuta. Italia Viva continua a tenere le carte coperte, al momento, senza sbilanciarsi né per l'una né per l'altra opzione in campo.  

Per quanto riguarda i dem, a quanto spiegano fonti parlamentari, il doppio turno - posizione di 'bandiera' e "la più logica e funzionale delle soluzioni possibili"- potrebbe essere accantonato ad una condizione: ok il proporzionale ma con "certezza assoluta" di una soglia alta. Insomma, niente che sia sotto il 5%.  

"L'alternativa in campo - proporzionale con soglia alta - il Pd può prenderla in esame solo con certezze assolute su forte selettività dello sbarramento, esplicito o implicito che sia", si spiega. Un modo per 'spaventare' i piccoli -Leu e Italia Viva- e portarli sul doppio turno? Quel sistema non lascia mani libere ai partiti che devono mettersi d'accordo dopo il primo turno, ma che ha uno sbarramento molto più basso del 5%. 

E c'è anche un altro tema. Il Rosatellum . "Visto che siamo un po' all'impasse, qualcuno fa girare che potrebbe restare Rosatellum", si dice in ambienti parlamentari dem. Un'ipotesi da scongiurare per il Pd. Gli effetti del combinato disposto Rosatellum-taglio dei parlamentari sono noti. E proprio per evitare quegli effetti distorsivi il 'pacchetto di contrappesi', concordato in sede di programma di governo, prevede da riforme costituzionali e anche una nuova legge elettorale. "La cosa sicura -insistono i dem- è che il Rosatellum, fonte di assurdità dopo la riduzione dei parlamentari, andrà in soffitta".