Legge elettorale, Casini: “PD e M5S sono destinati a fondersi”

Pier Ferdinando Casini

Il ritorno al proporzionale sembra essere un’ipotesi sempre più realistica. A parlarne sulle pagine de Il Giornale è Augusto Minzolini, in un retroscena che vede coinvolto anche Pier Ferdinando Casini ed il futuro di PD e M5S.

La desistenza di M5S e PD

Il senatore, che in occasione delle elezioni del 2018 ha appoggiato con la sua lista il Partito Democratico, lascia intendere che dem e pentastellati starebbero “ragionando addirittura su una possibile desistenza“, ovvero quel patto tra partiti con il quale una lista rinuncia a presentarsi in uno o più collegi elettorali allo scopo di far convergere il proprio elettorato su un’altra lista concorrente in quel collegio.

PD e 5 Stelle sono destinati ad avvicinarsi, magari con una parte del Movimento, anche a fondersi, perché sono entrambi deboli” avrebbe rivelato Casini in un colloquio con Minzolini. “In Emilia, ad esempio, si voterà a novembre, – fa notare l’ex presidente della Camera con Silvio Berlusconi – prima della legge di bilancio”.

Renzi verso un nuovo partito

“È l’unico modo per prepararsi all’avvento del proporzionale e darsi una prospettiva” riflette quindi Minzolini, evidenziando come anche Matteo Renzi stia preparando le prossime mosse.

Ogni possibile annuncio sarà probabilmente rimandato alla Leopolda ma c’è chi si dice certo che nel frattempo i renziani convergeranno in nuovi gruppi parlamentari per poi far nascere il corrispettivo italiano di Ciudadanos (partito spagnolo di orientamento liberale) o di En Marche, fondato da Emmanuel Macron.

La resistenza di Salvini

Intanto, Matteo Salvini alza le barricate. L’ordine è di fare il possibile per non cedere le presidenze di Commissione, cercando così di bloccare in tutti i modi il cammino della nuova legge elettorale. Nel suo intervento in Senato, il leader della Lega avverte inoltre: “Vogliono garantire l’inciucio a vita. Mi auguro che la riforma della legge elettorale sia compattamente maggioritaria. Chi prende un voto in più governa. Se voi andate avanti su questo tema (il proporzionale, ndr) noi raccoglieremo le firme”.