Legge elettorale, depositato il ddl Germanicum: prevista soglia del 5%

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La maggioranza di governo sembra finalmente aver trovato un accordo sulla tanto dibattuta legge elettorale, convergendo su un sistema mutuato dall’ordinamento tedesco e per questo denominato Germanicum. Nella giornata del 9 gennaio il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati Giuseppe Brescia (M5s) ha infatti depositato il ddl per la nuova legge che andrà a sostituire il cosiddetto Rosatellum, utilizzato per le ultime elezioni del 4 marzo 2018.

Legge elettorale: arriva il Germanicum

La legge elettorale Germanicum è stata studiata per poter funzionare con il nuovo assetto istituzionale previsto dalla riforma sul taglio dei parlamentari, che prevede un Parlamento con 400 deputati e 200 senatori. I futuri 400 membri della Camera verranno infatti eletti con un sistema proporzionale tra tutti quei partiti che supereranno una soglia di sbarramento prevista al 5%. Identico metodo per quanto riguarda i 200 senatori che andranno a formare la nuova camera alta del Parlamento.

Alle due Camere vanno tuttavia sottratti 14 seggi: di cui 12 spettanti ai parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere in maniera proporzionale (8 per la Camera e 4 per il Senato) e 2 seggi spettanti invece alla Valle d’Aosta, questi ultimi assegnati tramite collegio uninominale sia alla Camera che al Senato.

Il diritto di tribuna

Un’importante novità della nuova legge elettorale è il sistema del cosiddetto diritto di tribuna, il quale consentirà la rappresentanza in Parlamento anche a quei partiti che pur non superando lo sbarramento del 5% a livello nazionale, riescono a superarlo in singole regioni o circoscrizioni. Nello specifico, un partito potrà ottenere seggi se riuscirà a superare la soglia del 5% in tre circoscrizioni alla Camera o due regioni al Senato.

Per quanto riguarda invece il tema delle preferenze, il Germanicum non interviene sulla precedente legislazione varata dal Rosatellum – che prevede i listini bloccati – ma demanda la discussione in merito ad un futuro dibattito in seno alla maggioranza governativa.