Legge elettorale: Lombardia approva modifiche a referendum

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Milano, 5 nov. (askanews) - Via libera dal Consiglio Regionale della Lombardia (47 i voti favorevoli, 28 i contrari) alla Proposta di Referendum parzialmente abrogativo della legge elettorale nazionale con gli adempimenti richiesti dalla Corte di Cassazione. "Vogliamo dare la parola al popolo - ha dichiarato in aula il capogruppo del Carroccio Roberto Anelli - per riformare in senso maggioritario l'attuale legge elettorale. Non si tratta di un provvedimento di facciata né tantomeno proposto a scopi di propaganda, come hanno voluto insinuare dai banchi dell'opposizione. La Lega e il suo leader Salvini - ha proseguito Anelli - non hanno bisogno di un referendum per raccogliere consensi elettorali, dato che è sufficiente portare avanti le proprie proposte sui temi che più stanno a cuore ai cittadini, dal lavoro alla sicurezza".

Il capogruppo del Carroccio non ha dubbi: "Un sistema elettorale maggioritario - ha sottolineato - non rappresenta alcun vulnus democratico. Si tratta semplicemente di far decidere ai cittadini da chi vogliono essere governati".

Opposto il parere del M5S che ha dato vita a una dura protesta in aula esponendo durante il dibattito diversi cartelli: "No al nuovo porcellum", "No alla legge del Papeete" e "No alla legge rimandata a settembre dalla Cassazione". Secondo il capogruppo pentastellato Marco Fumagalli, il sistema elettorale maggioritario "è un furto di democrazia". Dito puntato contro il leader della Lega Matteo Salvini che, ha detto Fumagalli, "tiene occupato il Consiglio regionale della Lombardia solo per fare propaganda". Il rischio, secondo il numero uno del M5S al Pirellone, è un ritorno a un regime autoritario: "Il fascismo ha preso i pieni poteri a seguito del passaggio dalla legge proporzionale alla legge Acerbo di tipo maggioritario. Qualcuno in Lombardia non ha studiato la Storia oppure vorrebbe fare il bis e riportarci al Ventennio".