Legge sul fine vita, il Quirinale smentisce Le Iene: “Falsità grave”

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Dopo l’indiscrezione pubblicata da Le Iene, sulla telefonata tra Mattarella e il Presidente della Corte Costituzionale in merito alla legge sul fine vita, nella serata del 19 settembre è arrivata la smentita direttamente dall’ufficio stampa del Quirinale. La smentita arriva a pochi giorni dalla sentenza della Consulta sul caso di eutanasia in cui furono coinvolti Dj Fabo e il radicale Marco Cappato. La trasmissione di Italia 1 aveva riportato la notizia asserendo che proveniva da una fonte molto autorevole.

Legge fine vita, Quirinale smentisce

Nella nota pubblicata sul sito internet del Quirinale si può infatti leggere: “È una notizia assolutamente falsa e grave. Il Presidente Mattarella non ha mai effettuato né questo né altri simili interventi perché da sempre attento alla distinzione dei ruoli e all’assoluto rispetto dell’indipendenza della Corte Costituzionale”.

Da Le Iene fanno tuttavia sapere di essere stati in contatto telefonico con il Quirinale dalle 9 di mattina del 19 settembre proprio per avere delucidazione in merito oltreché il parere della Presidenza della Repubblica. Alle ore 17, il funzionario Costantino Del Riccio avrebbe poi comunicato telefonicamente a Le Iene che: “Il presidente Mattarella non interferirebbe mai con l’attività della Corte costituzionale”. Affermazione questa ribadita anche dall’altra parte in causa, il Presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, il quale ha sottolineato l’autonomia della Consulta.

Il caso Dj Fabo

Le indiscrezioni sulla presunta telefonata tra Sergio Mattarella e il Presidente della Corte Costituzionale arrivano a pochi giorni dalla data dell’udienza pubblica in merito al caso di Dj Fabo e Marco Cappato. Il prossimo 24 settembre infatti, la Corte si pronuncerà sull’autodenuncia fatta dall’esponente dei Radicali nel febbraio del 2017 per aver accompagnato Fabiano Antoniani in Svizzera, dove come da lui richiesto è in seguito stato sottoposto ad un trattamento di eutanasia.

Già lo scorso anno, la Corte Costituzionale esortò il Parlamento italiano a legiferare in merito alla questione del fine vita, ritenendo come sul tema vi fosse un vuoto normativo da colmare. Per la precisione la Consulta dichiarò come l’attuale assetto legislativo lasci: “Prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”.