Legnini: "Progetti per la ricostruzione post terremoto entro il 30 giugno o ci saranno sanzioni"

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AGI - Dei 60mila edifici da ricostruire nel Centro Italia, solo per 21mila è pronto il progetto mentre per 39mila deve ancora essere presentato: è l'allarme lanciato dal commissario straordinario alla ricostruzione post terremoto, Giovanni Legnini, che in una conferenza stampa da remoto ha preannunciato un'ordinanza entro la fine dell'anno per imprimere un'accelerazione.

In particolare tutti i titolari di Contributo di autonoma sistemazione e i detentori delle casette Sae "dovranno presentare la domanda entro il 30 giugno" o andranno incontro a sanzioni, ha spiegato l'ex vicepresidente del Csm.

“Nel caso dei percettori del Contributo di autonoma sistemazione potremmo prevedere la sospensione dell'erogazione del contributo fino alla presentazione del progetto stesso", ha spiegato Legnini, "per chi è destinatario di Sae, spetterà al Dipartimento di Protezione civile valutare come intervenire”.

L'intento del commissario, ha spiegato, non vuole essere punitivo, ma di stimolo per la ricostruzione per i danni dei terremoti del 2016 e 2017.

“Voglio ringraziare il Governo e il Parlamento per l'attenzione rivolta all'area del terremoto, a partire dalla stabilizzazione dei 499 tecnici amministrativi impiegati nell'emergenza", ha premesso Legnini, "ma è necessario che facciano la propria parte tutti, anche i cittadini. Non possiamo più tollerare ritardi, omissioni o qualche opportunismo. Ci sono gli strumenti perché ognuno possa fare la propria parte”.

Tra le criticità evidenziate dal commissario c'è "una certa lentezza" sulle zone rosse, sulla ricostruzione dei centri storici totalmente distrutti dal terremoto: "Chiederò ai sindaci, a partire da gennaio, di stilare un cronoprogramma ed emaneremo specifiche ordinanze per stabilire i termini entro i quali vari aggregati di consorzi dovranno presentare i progetti. Dobbiamo essere noi a dettare i tempi”.

Legnini ha poi fatto il punto sulla ricostruzione: nel 2021 sono stati 5.900 i cantieri autorizzati (2.185 quelli ultimati), circa il doppio di quelli decretati nel 2020 e quasi la metà dell'intera decretazione.

Dall'inizio della ricostruzione il totale ammonta a 12mila cantieri. Le unità immobiliari riconsegnate ai cittadini sono, a oggi, 15 mila, lo stesso numero di quelle da consegnare

Legnini ha rimarcato che la legge di Bilancio in via di approvazione garantisce "una copertura finanziaria sufficiente e importante" per la ricostruzione e rende stabile per quattro anni il superbonus 110% per i fabbricati danneggiati o distrutti dal sisma.

"Il meccanismo è quello che abbiamo imparato a usare nel 2020 che consente di coprire l'eccedenza dei costi di riparazione degli immobili colpiti dal terremoto e permette di consentire quella ricostruzione di qualità di cui hanno bisogno questi territori", ha sottolineato.

C'è poi il fondo complementare al Pnrr di 1,7 miliardi grazie al quale il Centro Italia potrà diventare un “laboratorio intelligente” per la digitalizzazione.

Il commissario prevede una decina di ordinanze specifiche mirate a favorire la rigenerazione e lo sviluppo del territorio, a partire dall'intervento per connettere tutti i territori e superare il gap digitale, creando, appunto una sorta di “laboratorio intelligente”.

Quindi, interventi per le strade e il recupero delle stazioni ferroviarie, per le quali “prevediamo 33 milioni di euro di interventi”.

Tra i progetti anche la realizzazione del treno a idrogeno Terni, Rieti, l'Aquila, Sulmona, e la creazione di 4 centri di ricerca in collaborazione con le università del Centro Italia terremotato. Il fondo servirà a finanziare, ha sottolineato Legnini, “un programma di sviluppo vero e proprio, non solo di ricostruzione”.

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