L'elemosiniere del Papa firma protocollo per braccianti in Puglia

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Città del Vaticano, 30 ott. (askanews) - Dignità, visibilità e contrasto alla povertà. Queste le tre parole chiave dell'intesa siglata a San Severo in Puglia alla presenza dell'Elemosiniere Apostolico Konrad Krajewski, tra Comune e Diocesi.

Stando al protocollo - il primo nel suo genere - che segue la visita del cardinale ai ghetti dei braccianti agricoli dell'area, le parrocchie potranno dare domiciliazione ai senza dimora, migranti e non, condizione indispensabile ai servizi anagrafici del Comune per il rilascio di documenti di identità e residenza. Ciò significa uscire da una condizione di irregolarità e soprattutto essere finalmente "visibili" in termini di lavoro e di servizi.

Una "sinergia" semplice ma efficace. Il vescovo di San Severo monsignor Giovanni Checchinato ricostruisce con Vatican News la storia della realizzazione di questa intesa partendo dall'ascolto. Quello che nel tempo la Diocesi ha destinato ai migranti africani provenienti dal Togo, dalla Nigeria, dal Ghana, dalla Costa D'Avorio e da tanti altri Paesi che lavorano la terra italiana ma senza essere visibili a nessuno. L'Elemosiniere glielo aveva promesso nel settembre scorso incontrandoli nella visita compiuta in Puglia in vista della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato e così è stato. Dopo circa un mese il cardinale Krajewski è tornato per sedersi al tavolo della diocesi di San Severo col sindaco e col vescovo circondato da una delegazione di lavoratori provenienti dai ghetti del foggiano e dai volontari del Progetto Presidio della Caritas: la nuova strada che si è aperta va a sopperire al vuoto creato dal primo "decreto sicurezza" che ha bloccato l'iscrizione all'anagrafe degli immigrati, in particolare dei richiedenti asilo.