L’elisir di lunga vita? Ibernarsi il cervello per vivere in eterno

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Bastano 10mila dollari per congelarsi il cervello. Il sistema letteralmente congela la materia grigia di pazienti in punto di morte. Non si sa, però, se nella mente rimarrà traccia del passato. Il che, intendiamoci, in alcuni casi non è neanche un male.

Non è un film

Non si tratta di un film di fantascienza, è tutto vero. La prossima settimana la Y Combinator, famosa startup accelerator della Silicon Valley, presenterà ai suoi investitori la Netcome, la società che promette vita eterna. Sarà Robert McIntyre, cofondatore di Nectome, a spiegare la tecnologia che consente di ibernare le membra.

Come funziona

La conservazione cerebrale sviluppata da Netcome prevede che abbia inizio quando si è ancora vivi o meglio in punto di morte, senza attendere troppe ore dal decesso perché il rischio è quello di danneggiare alcune parti del cervello.

Il mix letale

A questo punto viene effettuata una sorta di anestesia generale, mentre una macchina cuore polmone pompa nella carotide il mix imbalsamatore. “Il prodotto è al 100 per cento fatale”, ha detto il fondatore della startup, Robert McIntyre, è per questa ragione che Nectome ha consultato degli avvocati specializzati in situazioni di suicidio assistito i quali hanno confermato che si stratta di una pratica legale”.

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Il primo test

Sono già 25 i primi clienti che hanno sborsato 10mila euro per mettersi in fila, in attesa di farsi ibernare il cervello. Nel caso in cui cambiassero idea, possono essere risarciti. A febbraio Nectome ha effettuato il primo test sul cadavere di un’anziana, a soltanto due ore e mezza dal decesso sono stati capaci di conservare il cervello della donna. “Si può definire quello che facciamo”, ha spiegato McIntyre,come una raffinata forma di imbalsamazione che preserva non solo i dettagli esterni ma anche quelli interni”.

I ricordi

Non è ancora data sapere se i ricordi e i pensieri resteranno conservati. La Nectome in questi anni ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali e sta collaborando con Edward Boyden, importante neuroscienziato del Mit. Ha anche ricevuto 80mila dollari di premio da un concorso in scienze, per avere sperimentato con successo la tecnica di conservazione del cervello su un maiale.