L'emergenza Covid 19 costa alla Camera 2 milioni e mezzo

Bar
·1 minuto per la lettura

Roma, 6 lug. (askanews) - L'emergenza coronavirus ha costretto anche i palazzi delle istituzioni ad adattare la propria organizzazione alle norme sanitarie. Non fa eccezione la Camera dei deputati, che per coprire le necessit ha fatto ricorso a due prelievi dal fondo di riserva per le spese impreviste di parte corrente, secondo quanto emerge dall'analisi dei documenti del progetto di bilancio interno che in calendario nei lavori dell'aula di Montecitorio a partire dal 13 luglio e che dovrebbe essere approvato entro fine mese. Nella relazione al bilancio di previsione 2020 si spiega che i prelievi sono stati rispettivamente di un milione per la gestione della prima parte dell'emergenza e di un milione e mezzo per "assicurare le disponibilit necessarie per le ulteriori spese relative all'acquisto di beni e alla fornitura di servizi che dovranno essere fronteggiate nel corso dell'esercizio". L'incremento ha portato a 825mila euro (rispetto ai 10mila previsti in origine) la dotazione complessiva per acquisto di prodotti farmaceutici e sanitari e a 2.565mila euro (rispetto a 690mila della proiezione fatta nel 2019, prima della pandemia) la spesa per i presidi medico-sanitari. Tra gli impegni di spesa di maggiore rilievo affrontati dall'istituzione (che sono inquadrati sotto la voce dei presidi medico-sanitari), in particolare la presenza stabile a tutti gli ingressi nei vari palazzi della Camera del personale addetto alla misurazione della temperatura. La Camera in questi mesi si dotata anche di di ambulanze con la funzione di "locali di biocontenimento", ovvero di luoghi dove smistare per la diagnosi e i primi accertamenti persone colpite da eventuali sintomi sospetti. In prospettiva, a quanto si apprende da fonti parlamentari, Montecitorio sta lavorando per dotarsi di termoscanner fissi a ogni ingresso per ridurre tali spese.