L'Emilia rimette in discussione la revoca della concessione ad Autostrade

Giuseppe Colombo
GENOA, ITALY - 2019/06/28: General view of Morandi bridge which collapsed on August 14, 2018 causing the death of 43 people. Eastern pylons of Morandi bridge are set to be destroyed on June 2. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

La spia che qualcosa è cambiato nelle valutazioni del governo sul delicatissimo dossier Autostrade la accende Giancarlo Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture in quota 5 stelle. Fedelissimo di Luigi Di Maio, uno che ha sempre chiuso la porta a soluzioni soft, spingendo unicamente per la revoca. Dice, in un’intervista a Radio24, che “può sempre accadere” di non arrivare alla linea dura. Passa un’ora e mezza e il viceministro mette una toppa: “Nel Movimento 5 Stelle nessun dubbio, solo certezze e in particolare una: subito la revoca ad Autostrade”. Uno stop and go che però non chiude il cerchio perché all’indomani del voto in Emilia-Romagna, con il Pd in ripresa e i 5 stelle in caduta libera, il fronte interno al governo che non vuole punire i Benetton in modo esemplare è cresciuto.

No, non sono i renziani, che hanno sostenuto da sempre la necessità di agire con estrema prudenza, rigettando l’ipotesi della revoca, chiedendo di lasciare spazio alla magistratura. Matteo Renzi lo ribadisce, centrando anche il punto politico della questione, che è cambiato dopo le Regionali: “Bisogna stilare un’agenda riformista per il bene degli italiani, non inseguire la follia di chiedere una revoca impossibile per Autostrade”. L’agenda riformista, l’asse del governo che ora pende più dalla parte del Pd, il passo indietro di Di Maio. Sono tutti elementi che messi in fila hanno un impatto anche sui dossier da sbrogliare. E quindi, per ritornare alla questione iniziale, non sono neanche i 5 stelle, che si mantengono sulla linea della revoca. Quello che è cambiato, sulla spinta appunto della vittoria di Stefano Bonaccini e dei consensi risaliti fino al 34%, è l’atteggiamento del Pd. 

Il dossier è in mano alla ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli. Del Pd, emiliana. Ma tra i dem, fino alla vigilia del voto, hanno sempre coesistito due anime. Quella più dura e una più soft. La distanza ora non si è annullata, ma si...

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