"Leonardo aveva fratture ovunque. Su di lui violenza inaudita. Dalla mamma neanche una lacrima"

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Massacrato di botte, lesioni alla testa e al volto, il bacino fratturato, e lesioni in ogni parte del corpo. Leonardo, poco meno di 2 anni, è morto per le troppe botte ricevute. Il corpicino martoriato da “una violenza inaudita, non degna di un essere umano”, come l’ha definita il procuratore di Novara Marilinda Mineccia, dopo gli accertamenti della polizia e l’autopsia, che hanno portato al fermo della madre Gaia Russo, di appena 22 anni, e del compagno Nicholas Musi, di 23 anni, con problemi di droga e precedenti penali alle spalle. Entrambi sono accusati di omicidio volontario pluriaggravato. Adesso la mamma, che è incinta di 5 mesi, è ai domiciliari in una residenza protetta, mentre Nicholas Musi è in una cella d’isolamento del carcere di Novara.

Quel che è certo è che Musi, anche quando è stato fermato, è risultato positivo alla cocaina e alla marijuana. A Biella, dove abitava fino al gennaio scorso, era già conosciuto dalle forze dell’ordine per una serie di episodi di percosse, violenza sessuale, truffa, furto. Su di lui pende una richiesta di sorveglianza speciale e l’iter è ancora in corso. Al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, dove il bimbo è morto poco dopo l’arrivo, ha distrutto una porta minacciando i medici se non avessero salvato la vita del bambino. Ma il piccolo era già morto per una emorragia al fegato provocata da un colpo all’addome, come ha stabilito l’autopsia.

Si legge sul Corriere della Sera

 Non deve aver dormito molto il pm Ciro Vittorio Caramore. Le immagini di quel bambino sono fisse lì, nei suoi occhi, le vede mentre dice che «è uno strazio per tutti ma, mi creda, chi ha figli fa fatica ad accettare che possa succedere una cosa del genere». «Una cosa del genere» è l’indicibile. È un bimbetto di 20 mesi arrivato in ospedale con più lividi che giorni di vita. Un orecchio gonfio, il volto tumefatto, fratture alle mandibole, al bacino, ematomi alle spalle, al petto, ovunque. E poi la botta...

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