Leonardo da Disney

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Una foto di scena di "Leonardo", la serie evento girata tutta in inglese con un cast internazionale e con protagonista nei panni dell'artista toscano del 500 l'attore irlandese Aidan Turner sul genio del Rinascimento, tra i personaggi più affascinanti ed enigmatici della Storia, debutta il 23 marzo su Rai1. ANSA/ RAI EDITORIAL USE ONLY NO SALES (Photo: RAIANSA)
Una foto di scena di "Leonardo", la serie evento girata tutta in inglese con un cast internazionale e con protagonista nei panni dell'artista toscano del 500 l'attore irlandese Aidan Turner sul genio del Rinascimento, tra i personaggi più affascinanti ed enigmatici della Storia, debutta il 23 marzo su Rai1. ANSA/ RAI EDITORIAL USE ONLY NO SALES (Photo: RAIANSA)

Pare che a dieci anni Leonardo da Vinci sapesse preparare dolci squisiti, tra cui la pasta di marzapane usata in seguito per i modellini delle sue invenzioni. Poi a venti anni, mentre era a bottega dal Verrocchio, si sarebbe fatto assumere come cameriere nella taverna “Le tre lumache”.

Firenze era già cara, bisognava pur mantenersi.

Leonardo, che aveva talento in tutto, diventa capocuoco e inizia a inventare pietanze in porzioni minuscole. Una nouvelle cuisine troppo in anticipo come i suoi elicotteri o il carro armato, e nient’affatto gradita ai robusti avventori dell’epoca che così un giorno fanno irruzione in cucina per picchiarlo.

Leonardo è sì irrequieto, sì dedito all’incompiutezza che tanto amiamo come ricordava qualche anno fa Giulio Giorello, ma non è grullo così decide che non è aria e di dedicarsi di più alla pittura, è di quel periodo il primo capolavoro, l’angelo del “Battesimo di Cristo”. Ma le passioni son passioni così ci riproverà col suo amico Botticelli, proprio quello della Primavera, con cui apre un’osteria. Il primo scrive i menu da destra a sinistra, quell’altro li illustra, insomma non va proprio benissimo.

Questo, per dire, è solo un antipasto della vita meravigliosa del figlio illegittimo del notaio Piero da Vinci. Uno - scriveva il Vasari - “nel quale oltra la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza, era la grazia più che infinita in qualunque sua azzione; e tanta e sì fatta poi la virtù, che dovunque lo animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute. La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l’animo e ’l valore sempre regio e magnanimo”. Insomma, una specie di Leonardo da Vinci.

Uno che per presentarsi a Milano, a Ludovico il Moro, scrive che non ha pari “nella fabbricazione di ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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