Leonardo, le incongruenze della serie tv con la realtà: i 10 elementi romanzati

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Continua il successo tv della serie Rai Leonardo: le premesse da parte di Lux Vide sono state chiare sin da subito, ovvero non si tratta di un documentario sul celeberrimo genio e alcune parti della serie sono state dunque romanzate.

Molti telespettatori si sono divertiti a rintracciare le incongruenze presenti nella fiction rispetto alle vicende legate alla sua vita privata e professionale. Ecco quali sono gli elementi romanzati che più hanno colpito il pubblico.

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Leonardo, la serie tv: i dubbi su Caterina da Cremona

Nella fiction è dipinta come la musa e migliore amica di Leonardo, ma questo personaggio è inventato; vi sono al massimo alcuni contratti che danno traccia di una collaborazione con una modella, ma nulla di più. L’omicidio di Caterina, a maggior ragione, non ha alcun fondamento nella vita dell’artista che non è mai finito in prigione per questo tipo di atti.

La maledizione di Leonardo

Nella prima puntata, si mostra l’infanzia del pittore colpito da piccolo da una maledizione da parte di una maga: come si vede la madre scopre che sul figlio ancora in fasce è stata realizzata la pratica occulta, ma non vi è alcun documento ufficiale su questo aspetto della vita di Leonardo.

Il carattere di Leonardo

Nella fiction il suo personaggio è tratteggiato come un uomo dal carattere dimesso, molto sensibile – quasi fragile – tuttavia pare che il genio avesse un temperamento più carismatico di quanto mostrato nella serie, decisamente più arguto e affascinante.

Leonardo: Incongruenze sul personaggio di Andrea Del Verrocchio

Come sappiamo Leonardo ha iniziato come apprendista nella bottega del Verrocchio che nella fiction ha il volto e l’età di Giancarlo Giannini: in realtà il maestro del genio aveva circa 40 anni quando lavorò a quattro mani con Leonardo sul Battesimo di Cristo. Inoltre l’artista non è mai stato cacciato dalla bottega del Verrocchio: semmai pare fosse stato il maestro a voler smettere quando gli fu chiaro che davanti a sé c’era un genio.

Elementi anacronistici

Diversi gli aspetti della fiction ritenuti troppo moderni, e dunque anacronistici, rispetto al 15° secolo: Caterina da Cremona che si batte per farsi valere non sembra verosimile in confronto al ruolo più dimesso che avevano le donne all’epoca; così come appare poco veritiero il rapporto così diretto tra Ludovico Sforza e Leonardo: il primo non sarebbe mai andato di persona dall’artista per commissionargli un lavoro.

La palla di bronzo sulla cupola del Brunelleschi

Nella fiction si attribuisce a Leonardo tutto il merito di aver trovato una soluzione per posizionare correttamente la palla di bronzo sulla cupola fiorentina del Brunelleschi: nella realtà, Leonardo aiutò il suo maestro Verrocchio nel compito, essendo apprendista nella sua bottega.

Il disegno dal vero

Diverse volte si mostrano nella fiction modelli in abiti succinti che posano dal vivo per gli artisti oppure modelli reali che posano per Il Battesimo di Cristo: nella realtà, Leonardo mise a punto mentalmente la composizione del dipinto prima di ritrarla con schizzi e bozzetti dal vero.

Foto: Ufficio Stampa Rai Fiction