Leopolda 10, chi c'è e chi non c'è e perchè. E spunta Mastelloni

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Firenze, 19 ott. (askanews) - Leopoldo Mastelloni, attore e regista, da un lato; Gian Antonio Stella, giornalista e famosissimo autore, con Sergio Rizzo, de "La Casta", dall'altro. Due che alla Leopolda non si erano mai visti ma che quest'anno, in una edizione 10 già sold out, con file alle 7 di mattina fuori dai cancelli dell'antica stazione fiorentina, sono giunti a Firenze per la kermesse di Matteo Renzi.

Così il gioco di presenti e assenti supera i confini della politica - dove gli occhi sono puntati su quante presenze Dem vanta l'evento, ora che Renzi e i suoi hanno creato un altro partito, ma anche su eventuali ospiti di area centrodestra - e sconfina in altri mondi. "Non posso essere alla #Leopolda10 ma la mia stima e il mio affetto per @matteorenzi sono intatti. Si può pensarla diversamente da lui, ma bisogna riconoscere che è di un'altra categoria" scrive su Twitter Roberto Burioni, medico e da sempre vicino all'ex premier (anche se non ha mai accettato la candidatura che gli era stata offerta dallo stesso Renzi).

"Da stamattina mi chiamano per chiedermi dove sono, se ho qualche pass, e mi consigliano di non andare a Firenze, perché c'è troppa gente. Intanto quotidiani e siti parlano della #Leopolda10 per polemicucce di giornata: la loro distanza dalla realtà è abissale", scrive Claudio Velardi, ex 'D'Alema boys'.

Uno, invece, dei volti noti delle edizioni delle origini, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è tranchant: "Tanta gente alla #Leopolda10, ma non mi dispiace non esser lì. Ho spiegato perché sto nel #Pd. Ora però chi governa il Pd mi spieghi perché dobbiamo rincorrere i #5Stelle". Una collaborazione a tempo può servire al Paese, un'alleanza stabile coi populisti è un suicidio politico", twitta.