"Leopolda non è Papeete", tensione Renzi-Pd

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Sale la tensione tra Matteo Renzi e il Pd. A riscaldare il clima oggi sono state le parole del numero due dei Dem Andrea Orlando stanco delle posizioni del Rottamatore. "Non è che se un ultimatum, prescindendo dal contenuto, lo lanci dal Papeete è peggio che se lo lanci dalla Leopolda - dice dalla convention Dems di Rimini - gli ultimatum non vanno lanciati". Se rispetto al governo "qualcuno ha altri disegni lo dica subito". 

A stretto giro arriva la replica del ledere di Italia viva: "Bisogna riconoscere a Orlando l'onestà intellettuale di dire la vera motivazione della scissione. Lui mette sullo stesso piano il Papeete e la Leopolda, Orlando di fatto spiega - sottolinea Renzi - che per lui e per tanti del Pd Papeete e Leopolda, cioè Salvini e Renzi, fuori di metafora, sono la stessa cosa ed è il vero argomento della divisione".  

Ma la tensione non fa bene al governo. E a gettare acqua sul fuoco ci pensano due habituée della Leopolda, la senatrice Pd Simona Malpezzi (''La Leopolda non è il Papeete. Dico al vicesegretario Orlando che anche quella storia va rispettata. Insieme al pluralismo del Pd che io continuo a difendere strenuamente. E di cui lui dovrebbe farsi garante'') e il senatore Pd Dario Parrini (''Cerchiamo di ricordarci tutti che il nostro avversario non è Renzi. I nostri avversari sono Salvini e la Meloni'').  

A disinnescare la miccia ci prova anche Anna Rossomando chiarendo che il tema posto da Orlando "era certamente il confronto tra Papeete e Leopolda, tra cui ci sono evidenti differenze. Il vero tema è fermare la strategia degli ultimatum". 

A chiudere la questione arriva poi il tweet del presidente Dem Matteo Orfini che invita tutti a concentrarsi sul programma perché "litigare su Renzi o con Renzi non mi pare una strategia geniale".