Lepre “Servono interventi urgenti contro l’inflazione”

ROMA (ITALPRESS)- “I 35 miliardi di questa manovra purtroppo sono pochi. I 21 miliardi destinati al caro bollette erano necessari perché altrimenti si rischia l’ulteriore povertà di un altro milione di famiglie, a fronte dei 5,5 milioni di famiglie già in difficoltà. Poi ci sono le imprese, oggi circa 120mila rischiano di chiudere con 600 mila posti di lavoro in pericolo. Tantissimi, se pensiamo che abbiamo una disoccupazione già al 10 per cento, con numeri ancora maggiori al Sud”. Lo ha detto Gianni Lepre, economista ed editorialista, intervistato da Claudio Brachino, nell’ambito della rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress, dove ha presentato il suo ultimo libro “Con il sole di Napoli negli occhi” (Mondadori), prefazione di Gennaro Sangiuliano. “Personalmente – ha proseguito – ho fatto dei calcoli e, quello che non viene speso oggi dal governo per aiutare imprese e famiglie, sarà triplicato in seguito per l’assistenza sociale”. Parlando degli aumenti dei prezzi, Lepre ha aggiunto che tutto è scaturito più che dalla pandemia dallo scoppio del conflitto in Ucraina, portando l’inflazione al 12 per cento. (ITALPRESS) – (SEGUE). “Sono numeri pericolosi che ci possono portare addirittura al default se non si prendono delle decisioni concrete. Tra le altre cose – ha poi spiegato – quando si fa la guerra si perde tutti. Per cui bisogna sedersi ad un tavolo, l’America, l’Europa e altri, e trattare. Non c’è altra soluzione. Fare il braccio di ferro non porta a niente. Abbiamo visto che le sanzioni alla Russia si sono ritorte contro di noi, e tutti quanti ne stiamo pagando le conseguenze. Perciò è necessario che tutti abbiano il buon senso di sedersi a un tavolo per le trattative. Devo dire – ha continuato Lepre – che al di là dell’aspetto politico, Giorgia Meloni, contrariamente alle previsioni catastrofiche di una certa parte della popolazione e della politica, sta dimostrando di sapersi districare. Mi auguro che si faccia promotrice di un tavolo di trattative”. Sull’aumento del tetto del contante deciso in Manovra, Lepre ha detto che questa misura “non è decisiva per quanto concerne l’evasione fiscale, ma è decisiva per l’economia”. E ha argomentato: “Una statistica seria ci dice che molti italiani, a parte i mille miliardi depositati nelle banche, hanno dei soldi conservati sotto le mattonelle o nelle cassette di sicurezza. Le leggi attuali hanno fatto in modo che questi risparmi nonp ossono essere usati, perché nel momento in cui qualcuno voglia usare questi solditutti assieme, anche solo 10-20-30mila euro, verrà perseguitato a vita dal fisco. Se invece con l’innalzamento del tetto del contante diamo la possibilità di spendere fino a 4.999,99 euro, si incentiva la gente usare quei soldi che tiene conservati e a beneficiarne sarà l’intera economia”.

Alla domanda sul reddito di cittadinanza, Lepre ha sostenuto che “noi dobbiamo dare la possibilità a chi è nell’età da lavoro di lavorare. Queste risorse stanziate per il Reddito sidebbono spostare dall’ipotetico lavoratore alle aziende che lo assume, fattosalvo gli anziani e gli invalidi, che vanno comunque salvaguardati”. Nel corso dell’intervista Gianni Lepre ha discusso anche del suo libro, nel quale “faccio anche un’invocazione ai giovani, ai quali dico ‘ponetevi un traguardo. Dopo averlo raggiunto cercatene di raggiungerne un altro, e poi un altro ancora’. Voglio dire che niente viene dal cielo, ma tutto deve essere frutto di impegno e di volontà costante”.

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