L'esercito colombiano è stato responsabile di oltre 6mila esecuzioni extragiudiziali

Veronique Viriglio
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AGI - In Colombia, dilaniata fino al 2016 da una lunga guerra civile, i militari hanno ucciso almeno 6.400 civili tra il 2002 e il 2008, giustificando la dura repressione con la presunta appartenenza a gruppi armati delle vittime. A riconoscere la colpevolezza diffusa dell'esercito colombiano nel conflitto armato è la Giurisdizione speciale per la pace (Jep), con sede a Bogotà.

L'ultima inchiesta ha fatto emergere un pesante bilancio di esecuzioni extragiudiziali - note come fenomeno dei "falsi positivi" - almeno tre volte superiore rispetto a precedenti stime. Un'inchiesta diffusa l'anno scorso che era stata affidata al pubblico ministero colombiano aveva valutato in 2.249 il numero di uccisioni tra 1988 e 2014.

Questa nuova indagine è stata realizzata dalla corte speciale incaricata di fare luce sui crimini commessi da tutte le parti nel confitto che per mezzo secolo ha opposto militari e ribelli di sinistra, concluso con un accordo di pace firmato nel 2016.

Le vittime erano di solito giovani uomini, per lo più provenienti da famiglie povere, da parte delle forze armate colombiane. Svanivano nel nulla prima di essere ritrovati morti, e per giustificare la loro "esecuzione" i militari assicuravano che si trattava di esponenti delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia (Farc), per dare l'impressione di avere la meglio sui ribelli.

Le indagini del tribunale speciale hanno evidenziato che la maggior parte dei "falsi positivi" risale al periodo tra 2002 e 2008, durante la presidenza di Alvaro Uribe, ma in realtà è una pratica risalente agli anni '80. Finora piu' di 1.700 militari sono stati condannati per il loro coinvolgimento nelle esecuzioni extragiudiziali.

Seguendo sempre lo stesso modus operandi, le giovani vittime venivano ingannate con promesse di lavoro per poi essere fucilate di spalle e vestite con la divisa del gruppo ribelle.

I militari che hanno riconosciuto di aver commesso un crimine non sono finora stati condannati al carcere ma chiamati a contribuire al processo di riconciliazione nazionale, ad esempio partecipare alla rimozione di mine antiuomo o alla costruzione di infrastrutture e monumenti.

Prima di indagare sui crimini commessi dall'esercito colombiano, la Giurisdizione speciale per la pace - istituita dall'accordo di pace del 2016 siglato da governo e Farc - ha focalizzato il suo lavoro su quelli perpetrati dai gruppi ribelli.

Alla fine del suo mandato decennale, la Jep darà un quadro numerico completo del più lungo conflitto armato al mondo - cominciato nel 1964 - ma ha già preannunciato che i bilanci delle vittime saranno sicuramente superiori alle stime in circolazione di 8,3 milioni.