L'esperto De Danieli, 'poche aziende italiane online, occorre digitalizzare'

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Roma, 1 apr. (Labitalia) – "Molte aziende italiane sono poco presenti online per una questione di retaggio culturale, spesso guidate da imprenditori poco attenti ai cambiamenti in atto nel mondo. Il potenziale mercato di un’impresa, oggi, consulta Google o Facebook o LinkedIn per ricercare possibili fornitori, rendendo non più efficaci i vecchi metodi di vendita e promozione legati al mondo pre-internet". A dirlo all’Adnkronos/Labitalia Giuliano De Danieli, esperto di digital marketing e vendite e fondatore di Prima posizione, agenzia specializzata nella creazione di servizi a 360 gradi per aziende che vogliono acquisire contatti, posizionarsi e vendere online e offline.

"La pandemia – spiega – ha soltanto accelerato la transizione verso un nuovo modo di trovare clienti, che con l’iperconnessione tecnologica derivante dalle limitazioni agli spostamenti fisici diventa assolutamente fondamentale per imporsi sul mercato. L’online è più che mai il futuro".

"Lo conferma – ricorda – anche il Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes 2021) stilato dall’Istat, che fotografa un mondo dell’impresa italiana ancora distante dalle molte opportunità offerte dal web. Nel 2020 la quota di imprese italiane con almeno 10 addetti che nell’anno precedente hanno effettuato vendite a clienti finali (B2C) tramite i propri canali web, piattaforme digitali o intermediari di e-commerce, è dell’11,5%".

Il fondatore di Prima posizione, che vanta tra i suoi clienti passati colossi come Ikea, Pittarello e Intesa San Paolo e Banca Imi tra quelli attuali, sottolinea proprio 2l’importanza di creare per la propria attività un vero e proprio ecosistema online che consenta di generare un contatti su base quotidiana potenzialmente interessati al proprio prodotto o servizio".

"I limiti più grandi – prosegue De Danieli – che in questi anni hanno tenuto le aziende italiane lontane dall’online sono sicuramente la scarsa consapevolezza sulle sue infinite potenzialità e una mancanza di competenze specifiche su cosa fare e come farlo a livello di marketing strategico, ovvero lavorando sui propri punti di forza".

L’esperto conclude spiegando i tre pilastri su cui si basa la strategia adottata da Prima posizione e che le aziende possono adottare per affermarsi online: 2si comincia dal sistema di acquisizione contatti online, passando poi per il miglioramento continuo del tasso di conversione, ovvero il rapporto tra contatti e vendite effettivamente chiuse che insegniamo attraverso la nostra Sales mastery university, per finire con il customer relationship management, la lavorazione di dati relativi ai lead come qualifica del contatto, costi e margini. Quest’ultimo pilastro è fondamentale per capire dove e come investire il denaro online in modo da ottenere un ritorno economico superiore all’investimento iniziale".