L'esperto del Cnr: "In Italia il tasso di casi critici è più alto"

"I casi critici (terapia intensiva) in Italia sono 140 (8,8 per cento). Percentuale più alta rispetto al 5 per cento dei casi critici riportati dallo studio cinese". Lo sottolinea Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm), secondo il quale possiamo fare tre ipotesi per spiegare questa differenza.

La prima: "I numeri dei casi positivi sono inferiori alla reale diffusione del virus (per cui le percentuali potrebbero essere sovrastimate)", dice l'esperto.

La seconda ipotesi è che "in questa seconda ondata il virus circolando ha passato il setaccio della selezione naturale che ha favorito la diffusione di un ceppo piu' 'abile' nel colonizzare il nuovo ospite. Solo l'analisi genetica degli isolati autoctoni presenti adesso - continua Maga - in confronto con quelli circolanti all'inizio dell'epidemia potrà dirci se ci sono stati cambiamenti genetici sostanziali. La terza ipotesi riguarda la differente struttura genetica della popolazione europea rispetto a quella asiatica che, secondo Maga, "riflette una diversa risposta al virus".

Aggiunge: "Questa è molto più difficile da verificare e richiederà studi accurati sulla risposta immunitaria". Per l'esperto due sono i punti importanti: "la generale benignità del decorso dell'infezione per la maggioranza delle persone, soprattutto quelle giovani - dice - e la necessità di continuare nelle misure di contenimento per abbattere il più possibile il numero dei casi. Se anche il rischio di forme critiche o potenzialmente letali e' basso, non possiamo permetterci di non fare tutto il possibile per proteggere chi a rischio è. 

Inoltre la criticità maggiore di questo virus non è la letalità, che rimane sostanzialmente concentrata sulle persone piu' fragili, ma l'incidenza delle forme che richiedono assistenza ospedaliera. Serviranno ancora almeno due-tre settimane per avere un'idea precisa sull'efficacia delle misure e sull'andamento dell'epidemia. Dobbiamo collaborare tutti, senza panico ingiustificato ma con senso di responsabilità".