L'esperto militare: "Operazioni suicide russe contraddicono l'ipotesi di una guerra di logoramento"

(Adnkronos) - “Sia Putin che altri dirigenti russi hanno un'età media che è già di 5 anni superiore all'aspettativa di vita in Russia... E il comportamento della leadership russa non pare proprio quello di chi è pronto a una guerra lunga e di logoramento: non si spiegano, altrimenti, le manovre azzardatissime, al limite del suicidio collettivo, per attraversare il fiume Sivirsky Donetsk, costate la vita a più di mille russi, né i folli assalti a Mariupol, dove ufficiali e soldati di Mosca sono stati decimati”. Lo dice all’Adnkronos David Rossi, esperto militare della rivista ‘Difesa Online’, secondo cui “le voci fatte circolare hanno lo scopo di impressionare gli occidentali e di danneggiare il morale dei combattenti ucraini, di fronte alla prospettiva – irrealistica - di una guerra lunghissima e combattuta ovunque. In questo momento – rileva Rossi - la Russia non è all'inizio ma al culmine della propria capacità di pressione sulle forze ucraine: quasi due terzi dei circa 180 gruppi di battaglioni tattici (teorici) della Federazione russa sono impegnati in Ucraina. Hanno persino deciso di non far riposare le truppe ma di ruotarle da una parte all'altra del lunghissimo fronte: dall'oblast di Kharkiv a quello di Kherson”.

“Le perdite da entrambe le parti – prosegue l’analista - sono ogni settimana intorno o superiori al migliaio di morti: tuttavia, le forze russe sul campo sono in questo momento le migliori disponibili, mentre Kiev sta risparmiando le truppe migliori e impiega moltissimi volontari e forze della Teroborona, la difesa territoriale. Se è vero che nell'area di Luhansk i Russi hanno preso terreno in modo visibile negli ultimi giorni, è anche vero che dalle parti di Kharkiv ne hanno perso ancora di più appena due settimane fa e a Nord-Ovest di Kherson i russi stanno cercando di consolidare le posizioni in vista di una prossima controffensiva ucraina. Perché gli ucraini vanno con la marcia bassa? Stanno aspettando l'arrivo o il dispiegamento di rifornimenti importanti come, a titolo di esempio, gli obici M777, Caesar e FH70 (questi ultimi mandati dall'Italia), nonché dei missili antinave Harpoon, tutti sistemi d'arma capaci di far fare un salto di qualità alle forze ucraine, opportunamente addestrate”.

Rossi si sofferma poi sulla "minaccia" di prendere Kiev o l'intera Ucraina e spiega che “la capitale è una città molto grande, paragonabile per popolazione e superficie a Roma. Come ho scritto esattamente un mese prima dell'inizio della guerra, o gli abitanti di una grande città ti accolgono in massa sventolando fazzoletti e bandiere tricolore russe oppure sei nei guai fino al collo, perché sei costretto a impiegare una parte consistente delle forze per stringerla in una morsa. Ma per questo ci vogliono ben più che 150.000, forse dieci volte tante! Non confondiamo Kiev con Mariupol che è a poco più di 50 km dal territorio russo e occupa un territorio dieci volte più piccolo e quasi indifendibile, a parte il famoso Azovstal. Per essere un progetto di successo, la guerra richiede tre elementi: logistica, mezzi e volontà. Ora, i Russi hanno dimostrato di non essere in grado di far funzionare la logistica oltre i 100 km dalle loro basi. Di recente, hanno mostrato carri T62 e T80BV, dei ferri vecchi rimasti per 40 anni nei magazzini e tirati fuori in mancanza di altro. Infine, la forza di volontà degli Ucraini è quella di chi si difende in una vera guerra patriottica: in Russia quasi non passa giorno senza che venga dato fuoco a un ufficio di reclutamento e Putin ha autorizzato la ‘contrattualizzazione’ di riservisti di 40, 50 e 60 anni... in mancanza di meglio. Non possiamo escludere che tenteranno una manovra nel Nord dell'Ucraina, per obbligare Kiev a distrarre forze dalla controffensiva estiva. Ma con questa logistica, questi mezzi e queste truppe - si domanda Rossi – la minaccia di prendere Kiev può essere presa seriamente?”.

(di Cristiano Camera)

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