L'eterna dannazione dell'uomo che ha ucciso i propri figli

AGI - Cerco nella Bibbia qualche parola con la quale provare a proteggermi spiritualmente dalla tragedia con cui un padre ha strangolato con le proprie mani i due figli gemelli, suicidandosi subito dopo, per vendicarsi della madre che si stava separando da lui. Mario Bressi, probabilmente dopo aver compiuto il doppio omicidio, ha inviato tra le 2 e le 3 di quella terribile notte, dei messaggi alla moglie. Le lanciava pesanti accuse ritenendola colpevole di aver rovinato la loro famiglia e per questo la riteneva "meritevole" di non rivedere più i figli e si dava il compito di trascinarli con sé nella morte.

Mi aiuta a comprendere questa tragedia uno dei punti peggiori dell'Antico Testamento, uno dei più terribili e feroci. È quello in cui Nabucodonosor uccide i due figli di Sedecia, l'ultimo Re di Giuda. Lo fa davanti a lui, poi lo acceca e lo conduce prigioniero in Babilonia fino alla morte. I due libri della Bibbia che raccontano questo tremendo episodio - sono Geremia e il secondo dei Re - fanno chiaramente intendere che questa atrocità venne compiuta da Nabucodonosor perché Sedecia avesse sempre davanti agli occhi l'ultima cosa vista, e cioè il massacro dei figli: il suo torturatore voleva che la vittima non potesse vedere più così da ricordare solo quelle scene: le grida e il sangue dei figli.

Bressi che posta le foto dei figli con la didascalia "non li vedrai più", si comporta come Nabucodonosor: vuole punire la moglie condannandola a vivere solo in ricordi impregnati di dolore.

Per la religione cattolica la povera donna, ha davanti a sé un cammino lunghissimo, in cui attraverso l'aiuto di specialisti e forse della fede potrà elaborare questa enorme tragedia, ma altrettanto, invece, non potrà essere per Mario Bressi. Sarà l'omicida infatti ad avere negli occhi, per l'eternità, il gemito dei figli mentre li strangola, lo sguardo disperato di un bimbo e di una bimba che cercano di liberarsi dalle mani di un padre che fino ad un minuto prima li accarezzava e che adesso li strangola.

Dopo aver scritto i suoi messaggi deliranti alla moglie, Bressi è andato a buttarsi da un ponte lì vicino. Nessuno può sapere se durante i secondi del volo si sia pentito di quanto avvenuto. Se così non fosse sarà lui, e non la moglie, ad avere addosso, per sempre, per l'eternità, per un tempo che non ha fine, i volti di chi ha ucciso. Diversamente da Sedecia che era stato accecato da Nabucodonosor, sarà Mario Bressi a condannare se stesso. Sarà lui, per colpa sua, a vagare nell'ombra inseguito dal dolore che gli procureranno i bimbi che amava e che lui ha ucciso.