Letta a Bruxelles, Pd sarà garante per le riforme

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AGI -  Giornata europea per il segretario del Pd, Enrico Letta, impegnato in una visita a Bruxelles in cui ha incontrato i vertici dell'Unione. L'ex premier ha voluto ribadire il sostegno pieno del Partito democratico al governo Draghi e all'Unione europea, sottolineando anche l'importanza di procedere con le riforme collegate al Next Generation Eu.    

"Le riforme faranno avere all'Italia i soldi. Altrimenti, se non faremo le riforme della giustizia, del fisco e della concorrenza, semplicemente non arriveranno, questo è quello che c'è scritto nel piano nazionale”, ha spiegato Letta dopo il suo pranzo di lavoro con il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “La cosa più importante succede adesso: dai decreti di semplificazione allo snellimento burocratico. Tutte cose di cui ho parlato con i miei diversi interlocutori. A tutti ho presentato con grande forza la clausola di premialità per l'occupazione femminile e giovanile che è contenuta nel piano nazionale di ripresa e resilienza” che “per noi è un moltiplicatore straordinario”, ha aggiunto Letta che ritiene il Pd garante per le riforme nel governo italiano.  

Le riforme come vincolo positivo    

Le riforme non sono solo delle condizioni per evitare le sanzioni, ma rappresentano un vincolo positivo per ottenere risorse che mai l'Italia ha conosciuto nella sua storia. Se non si coglierà questa irripetibile opportunità non si sarà operato per il bene del Paese, spiegano dal Nazareno. Da questo punto di vista, le forze politiche che sostengono il governo Draghi devono tenere conto di queste regole di ingaggio, senza eccezioni. "Chi sta dentro questo Governo crede nell'Europa e vuol dire che Salvini crede nell'Europa e nell'europeismo. Se è così siamo contenti, ma bisogna che sia conseguente anche con le cose che ha fatto”, ha spiegato Letta a un gruppo di giornalisti. “Io non ho nessun dubbio - ha aggiunto - sul fatto che la nostra posizione è quella di un Governo europeista e ovviamente chi non crede nell'Europa non vedo cosa ci faccia dentro un Governo europeista come questo”.     

Il segretario ha partecipato anche alla riunione del gruppo del Pd al Parlamento europeo dalla quale sono emersi due obiettivi principali: la trasformazione del Next  Generation Eu in uno strumento permanente, come auspicato anche da Sassoli, e la riforma del Patto di stabilità in patto di solidarietà europea. Tutte le grandi conquiste sociali, ha avuto modo di ribadire Letta, passano e si muovono all'interno dello spazio politico europeo. Un concetto che il segretario aveva espresso anche in occasione dell'assemblea che lo aveva incaricato.    

L'emergenza migranti

Nei dossier dell'ex premier, che oltre a Sassoli ha visto anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, non poteva mancare il tema migranti. "Domattina parlerò della questione migratoria con il vice presidente della Commissione europea, Josep Borrell”, ha annunciato.

"Si tratta di un dossier che obbliga a far fare un salto di qualità a quel piano che la Commissione ha presentato il 16 settembre scorso e che sta faticando ad andare avanti. L'Europa è priva di strumenti oggi efficaci per far fronte a una situazione emergenziale”, ha esortato.