Letta c’è.Dice sì al Pd con ok di tutti:”verità, non unanimismo”

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 12 mar. (askanews) - Enrico Letta "c'è", l'ex premier raccoglie l'appello del Pd e si candida alla segreteria del partito, di fatto accetta di diventare il nuovo leader democratico perché è scontato un voto pressoché unanime all'assemblea di domenica prossima. L'annuncio di Letta arriva con un breve video su Twitter, poche parole perché il resto verrà detto domenica in assemblea, e subito parte il coro di dichiarazioni di sostegno e di apprezzamento, persino da Base riformista, l'area di Lorenzo Guerini e Luca Lotti. Solo Matteo Orfini, pur augurando "in bocca al lupo", per ora non chiarisce se voterà o no Letta.

Un rito abituale in casa democratica, un quasi unanimismo negli organismi ufficiali del partito, quasi sempre poi contraddetto nelle interviste e nei voti in Parlamento. Non a caso Letta nel suo breve messaggio una cosa la dice molto chiaramente: "Io non cerco l'unanimità, cerco la verità nei rapporti tra di noi per uscire da questa crisi e guardare lontano". Su questo punto il quasi neo-segretario insiste: "Parlerò domenica all'assemblea del Pd, io credo alla forza della parola, al valore della parola.Chiedo a tutti coloro che domenica voteranno di ascoltare la mia parola, di votare sulla base delle mie parole". E il punto-chiave è quel richiamo al "valore della parola", che in questo caso va intesto come coerenza con le promesse fatte, con gli impegni assunti.

Letta sa bene che la minoranza (o meglio, la ex minoranza a questo punto), ma anche una parte della maggioranza che sosteneva Zingaretti avevano deciso da settimane di puntare sul congresso anticipato. Un tema che, anche dopo i colloqui tra Letta e i capicorrente in questi giorni, è oggi sparito dall'agenda. Ne parlerà l'ex premier domenica in assemblea (non sono previsti altri interventi oltre al suo e a quello di apertura della presidente Valentina Cuppi) e si vedrà se offrirà solo un congresso "per temi", come intendeva fare Zingaretti, o se aprirà all'ipotesi di un congresso come pure si sente nei rumors Pd in queste ore.

Oggi, appunto, nessuno ha sollevato la questione. Dario Franceschini si è limitato ad un secco "Grazie Enrico su Twitter", Andrea Orlando è stato appena più prolisso: "Grazie Enrico, una scelta bella e generosa. Buon lavoro". Nicola Zingaretti si dice convinto che "Enrico Lettasia la persona giusta per aiutare il Pd", mentre Guerini commenta: "Bene la disponibilità di Enrico Letta. Ora al lavoro per un Pd più forte".

Di sicuro, Letta domenica chiederà a tutti di impegnarsi i un dibattito anche duro ma sul modello di paese, sulla visione che il Pd deve offrire all'Italia, sull'idea di futuro da proporre ai cittadini. Insomma, un dibattito molto diverso da quello che si è visto in questi anni nel partito. Il discorso lo scriverà domani, dopo la prima apparizione serale in tv da nuovo segretario Pd in pectore, a "Propaganda live" su La7.