Letta contro la norma anti-rave: tutte le reazioni al primo dl del Governo Meloni

opposizione decreto rave party
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Il Governo Meloni è sotto attacco dopo aver annunciato il nuovo decreto-legge sui rave party, aspramente criticato sia dalle opposizioni che dalle associazioni. La misura ha attirato su di sé reazioni contrastanti e ha già collezionato un tripudio di accuse, venendo descritta come una “norma liberticida e fascista”.

Opposizioni e associazioni contro il nuovo decreto sui rave party: “Norma liberticida e fascista”

La norma contro il nuovo reato anti-rave emanata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non si scaglia solo contro i rave party ma apre la strada per criminalizzare anche molte altre forme di raduno. Da qui alla drastica limitazione delle libertà personali degli italiani, il passo è breve. Per questo motivo, l’opposizione ha deciso di puntare l’indice contro la misura che introduce il neonato reato definendola “liberticida e fascista” e anche “pericolosa” rispetto alla libertà di protesta e espressione. In questo contesto, tra le tante voci che chiedono di cancellare l’articolo 434-bis del Codice Penale, si è levata quella del segretario del Partito Democratico, Enrico Letta.

Contestando la misura palesemente concepita e scritta in modo tale da poter essere applicata in una varietà di casi che vanno ben oltre il rave di Modena, il Governo Meloni mira a colpire al cuore centri sociali, picchetti, occupazioni studentesche, manifestazioni di piazza non autorizzate e tutti gli eventi che potrebbero rientrare in casistiche analoghe. Non specificando la parola “rave”, infatti, la norma può essere estesa a un numero altissimo di situazioni. “Il governo ritiri il primo comma dell’articolo 434-bis di riforma del Codice Penale. È un gravissimo errore. I rave non c’entrano nulla con una norma simile. È la libertà dei cittadini che così viene messa in discussione”, ha twittato Letta.

Salvini risponde a Letta: “Non si torna indietro”

Le parole del leader del Pd hanno scatenato l’immediata reazione del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che ha risposto al tweet dell’avversario politico, scrivendo: “Un Pd ormai in confusione totale difende illegalità e rave party abusivi, chiedendo al governo di cambiare idea. No! Indietro non si torna, le leggi finalmente si rispettano”.

La reazione delle opposizioni al decreto sui rave party

Il segretario dem non è stato l’unico a intervenire contro la norma anti-rave. “Meloni abusa della decretazione d’urgenza e introduce una nuova fattispecie penale per ‘dare un segnale’ contro i Rave party. Leggendo la norma si scopre essere molto più generica, applicabile nei casi più disparati e con grande discrezionalità. È inaccettabile e pericolosa”, ha tuonato il deputato di +Europa, Riccardo Magi.

La capogruppo del Pd a Montecitorio, Debora Serracchiani, invece, ha affermato che si tratta di “una norma che limita la libertà di riunione e che nulla c’entra con i rave, per i quali le norme già esistono e vanno applicate”. E ha precisato: “Il nuovo reato è un obbrobrio giuridico ed è lesivo dei principi costituzionali, a cominciare dallo strumento del decreto-legge. Per di più la fattispecie è così generica da poter essere applicata a qualsiasi mobilitazione dei cittadini e la pena è così elevata da consentire il ricorso alle intercettazioni. È chiaro il messaggio che la destra al governo dà al Paese: non tollereremo il dissenso. Tutto ciò è molto grave e in Parlamento daremo battaglia contro questa inaccettabile deriva da Stato di polizia. La norma va ritirata”.

Ancora, il portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha descritto la prima iniziativa concreta del Governo Meloni come una misura “liberticida e fascista” che esula dai rave party e che si ripercuoterà anche su manifestazioni, occupazioni di scuole e università o, ancora, sulle proteste ambientaliste. “Sono norme che ricordano la Russia di Putin a partire dalla Legge federale sui raduni del 2004, e 13 successivi emendamenti per rendere ormai quasi impossibile esercitare il diritto di protesta pacifica in Russia. Ma per Meloni e Piantedosi le manifestazioni dei fascisti sono tollerabili (Predappio alcuni giorni fa)”, ha scritto ancora Bonelli sui social.

Le proteste delle associazioni

Il decreto è stato contestato anche da svariate associazioni. L’Ong Amnesty Italia ha denunciato con un tweet quanto segue: “Il decreto rave party, che introduce il nuovo articolo 434 bis del Codice Penale, rischia di avere un’applicazione ampia, discrezionale e arbitraria a scapito del diritto di protesta pacifica, che va tutelato e non stroncato”.

La Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari hanno parlato di una “misura liberticida e pericolosa” che limiterà fortemente la libertà di manifestazione. E hanno aggiunto: “Sia per la vaghezza del testo che per il suo contenuto, il rischio per gli studenti e le studentesse è l’applicazione di misure fortemente repressive che non colpiscono solo i rave ma anche le manifestazioni, le occupazioni scolastiche e universitarie e potenzialmente qualsiasi forma di manifestazione. Un testo scritto male e in fretta. C’è ancora tempo prima della conversione in legge definitiva per modificare il comma che contestiamo. Governo e Parlamento agiscano e evitino la limitazione delle libertà di manifestare e dissentire”.

Il Viminale risponde alle opposizioni al decreto sui rave party

Le critiche, però, sono state respinte con forza da fonti del Viminale che hanno precisato: “La norma anti-rave illegali interessa una fattispecie tassativa che riguarda la condotta di invasione arbitraria di gruppi numerosi tali da configurare un pericolo per la salute e l’incolumità pubbliche. Una norma che non lede in alcun modo il diritto di espressione e la libertà di manifestazione sanciti dalla Costituzione e difesi dalle Istituzioni”.