Letta fa asse con Renzi, stoppa Casellati e apre a Casini

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Image from askanews web site
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Roma, 26 gen. (askanews) - Ancora un blitz sventato, di nuovo grazie all'asse con Matteo Renzi. Enrico Letta chiude la giornata soddisfatto per avere stoppato l'ipotesi di una "forzatura" del centrodestra sul nome di Elisabetta Casellati e indica venerdì come possibile giornata della 'fumata bianca', lasciando intendere che uno dei nomi per l'accordo largo potrebbe essere Pierferdinando Casini.

Il segretario Pd parla ai grandi elettori, rivendica la "nostra fermezza" grazie alla quale "non ci sarà un presidente di destra". Il segretario democratico ribadisce che il capo dello Stato va eletto a partire dal "perimetro della maggioranza di governo". Poi, appunto, si sbilancia nella previsione: "Qualunque presidente voteremo venerdì - qualcuno di noi sarà contento, qualcuno altro meno - l'obiettivo più grande lo avremo raggiunto: tramontata la candidatura di parte, si negozierà infatti un nome non di parte e autorevole".

E i nomi Letta li fa, stavolta, eccome. Ribalta sul centrodestra l'accusa di mettere veti, spiega che il Pd dice no pubblicamente, mentre loro lo fanno "in privato". E sono no pesanti, sottolinea, perché finora hanno stoppato tutte le possibili candidature super partes: "Per ora il centrodestra nella sua interezza ha detto di no a tutte le nostre ipotesi di personalità terze: Mattarella, Draghi, Amato, Casini, Cartabia, Riccardi".

La novità, appunto, è che Letta inserisca ufficialmente anche Casini nella lista dei nomi che il Pd considera super-partes. L'ex presidente della Camera finora veniva indicato come candidato soprattutto di Renzi, ma da stasera è a tutti gli effetti nell'elenco del Pd, una sorta di 'rosa' fatta uscire con meno solennità di quella del centrodestra, ma pur sempre ufficialmente.

Di certo l'asse con Renzi sta funzionando in queste ore, ieri è stato determinante per stoppare l'ipotesi di Franco Frattini, oggi è servito a bloccare sul nascere il possibile blitz di Salvini sulla Casellati. Tanto che Letta - en passant - a un certo punto del suo intervento davanti ai grandi elettori, inserisce di nuovo Iv nel "campo largo" che lui sta costruendo per sfidare il centrodestra alle prossime elezioni. Quel campo largo da cui Renzi era stato dichiarato fuori dopo il voto sul Ddl Zan.

"Rivendico - non è stato abbastanza notato - che tutte le polemiche sul campo largo si sono dimostrate del tutto fuori luogo. In questo passaggio, fino ad ora, c'è stato un lavoro positivo ed efficace di tutta la coalizione del centrosinistra allargato. Un lavoro positivo con Italia viva, ad esempio, che ha consentito di stoppare l'operazione Casellati. E coi 5 stelle che ci ha consentito di essere uniti e arginare i tentativi del centrodestra di sfondare".

La partita ovviamente è ancora da giocare, "la trattativa è difficile", dice. Di sicuro, "dobbiamo fare di tutto per evitare di perdere Draghi, di qualsiasi ruolo si tratti. Siamo stati abbastanza soli in questo tentativo". Ora si aspettano segnali dal centrodestra, fondamentale sarà il nuovo incontro con Salvini in programma nelle prossime ore. Nel frattempo, ha spiegato, il Pd domani voterà ancora scheda bianca, "se, invece, arriveremo a delle novità prima del voto delle 11, allora ci incontreremo e ne discuteremo".

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