Letta insiste: "primarie per scegliere il candidato al Campidoglio"

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AGI - Il segretario Pd Enrico Letta oggi lo ha ribadito, in vista delle amministrative: "La via maestra per la scelta dei candidati rimangono le primarie". Nel frattempo, però, non si placa il pressing da più parti tra i dem perché il nome in corsa per il Campidoglio sia Nicola Zingaretti. Il governatore del Lazio - che ha sempre vinto le tornate amministrative a partire dal 2008 - ripete ad ogni occasione utile di voler completare il suo mandato in Regione che scade nel 2023.

Ma ogni giorno si susseguono sondaggi, dichiarazioni e post di chi nel Pd vorrebbe vederlo in prima linea per Palazzo Senatorio. Con un possibile ribaltamento delle posizioni rispetto alla scorsa estate, quando ancora segretario dem Zingaretti chiese proprio a Letta un impegno per il Campidoglio, ottenendo in cambio un cortese "no grazie". Contrario alle primarie Carlo Calenda, il leader di Azione è in campo da 6 mesi ed ha incassato il sostegno di Italia Viva. Ora ribadisce che non si farebbe indietro nemmeno in presenza di una candidatura di Zingaretti. Un rebus in cui i dirigenti romani del Pd attendono che Letta indichi l'avvio del percorso per le primarie, da allestire a giugno pandemia di Covid permettendo.

La contesa ai gazebo potrebbe vedere una sfida tra l'ex ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il nome più quotato, gli indipendenti Tobia Zevi, Giovanni Caudo e Paolo Ciani. Con alcuni dirigenti del partito romano spingono perché in corsa ci sia almeno una candidatura al femminile. La partita per il Campidoglio è molto aperta, senza vincitori annunciati. La paura tra i dem è che un candidato poco radicato sul territorio possa non arrivare al ballottaggio, con diversi sondaggi che vedono Virginia Raggi accreditata sopra i 20 punti.

Da qui la pressione che non si placa su Zingaretti. La sindaca ha problemi di tenuta della maggioranza in Aula, ormai appena un voto di scarto, ma in tutte le rilevazioni degli ultimi mesi mantiene sempre uno zoccolo duro di elettori. Il Pd non vuole sostenerla ma ad oggi non ha la garanzia di arrivare al secondo turno e sfidare il centrodestra. Intanto la coalizione tra Lega, Fdi e Forza Italia sembra attendere le mosse degli alleati Pd ed M5s per poi fare le sue scelte, magari optando per una donna.