Letta in Lombardia, botta e risposta polemico fra Lega e Pd

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Milano, 6 mag. (askanews) - Botta e risposta polemico tra i leader regionali di Lega e Pd, rispettivamente Fabrizio Cecchetti e Vinicio Peluffo in occasione della presenza in Lombardia del segretario dem Enrico Letta, oggi a Lodi per un incontro a sostegno del candidato sindaco Andrea Furegato.

L'esponente leghista ha invitato Letta in visita "nella sconosciuta Lombardia" a "spiegare ai cittadini lombardi perché da premier nel 2013 ha tagliato 8,4 miliardi ai fondi nazionali per la sanità e di questi oltre un quinto alla Lombardia e perché nel decennio di governi retti dal PD hanno tagliato oltre 36 miliardi alla sanità nazionale e dunque circa 7 miliardi alla Lombardia". E perché i ministri del pd, come la De Micheli, hanno bloccato i fondi e gli svincoli burocratici per opere fondamentali come il prolungamento della metropolitana da Milano a Monza o la Vigevano- Malpensa".

A stretto giro la replica di Peluffo: "Evocare ogni giorno inesistenti tagli del Governo alla sanità - ha affermato in una nota - non risolve i problemi dei lombardi. È la Lega che governa da 30 anni che deve rispondere dei propri errori.

"Cecchetti - ha sostenuto Peluffo - è al copia e incolla. Per l'ennesima volta ripete lo slogan usato dalla Lega in una campagna pubblicitaria, peraltro dispendiosa, ossia che il Pd al Governo ha operato tagli. Si tratta di una palese falsità, usata dalla Lega per giustificare gli enormi problemi emersi nella sanità con la pandemia".

"Sono costretto a ripetere ancora una volta che i fondi alla sanità sono aumentati costantemente, quasi senza eccezioni, dalla prima finanziaria di Mario Monti all'ultima di Gentiloni. In questi anni il fondo sanitario regionale non è diminuito, ma aumentato di 5,4 miliardi di euro. L'unico taglio che c'è stato, da 108 a 107 miliardi, è stato con la finanziaria di Mario Monti, resa necessaria dai disastri del Governo Berlusconi, con la Lega protagonista, che stava mandando il Paese in default".

"Le vere emergenze della sanità lombarda - attacca ancora Peluffo - sono, solo per citarne due, i medici di base (ne mancano 1066) e le liste d'attesa, che non accennano a diminuire per lo squilibrio tra sanità pubblica e privata che la giunta non ha il coraggio di mettere in discussione. Chi governa da 30 anni la Regione e ha plasmato la sanità come ha voluto non può pretendere di scaricare le responsabilità sul Governo", ha concluso.

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