Letta rilancia per Ius Soli in Italia: cos'è, significato

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Enrico Letta rilancia la battaglia per lo Ius Soli in Italia e divide il mondo politico tra pro e contro, con la Lega di Matteo Salvini che ha già bocciato senza mezzi termini un'eventuale proposta in questo senso. Ma cos'è lo Ius Soli? E quale il significato? Questa espressione giuridica, traducibile dal latino in italiano in 'diritto del suolo', indica l'acquisizione della cittadinanza di un paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo Ius Soli si contrappone allo Ius Sanguinis ('diritto del sangue'), che indica la trasmissione ai figli della cittadinanza del genitore, quindi non in base al luogo di nascita.

In base alla legge 91 del 1992, chi è nato in Italia da genitori stranieri può diventare cittadino italiano al compimento dei 18 anni, a condizione che abbia mantenuto costantemente la residenza in Italia dalla nascita. Nel nostro Paese lo Ius Soli si applica in due casi eccezionali: per nascita sul territorio italiano da genitori ignoti o apolidi o impossibilitati a trasmettere al soggetto la propria cittadinanza secondo la legge dello Stato di provenienza, oppure se il soggetto è figlio di ignoti ed è trovato nel territorio italiano.

Quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo Ius Soli in modo automatico e senza condizioni: tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l'America meridionale. Lo Ius Soli è riconosciuto anche da diversi paesi europei tra cui Francia, Germania e Regno Unito sebbene con sfumature e condizioni diverse. In Francia, ad esempio, il nato in territorio francese da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza facendone richiesta purché sia vissuto stabilmente sul territorio dello Stato per almeno 5 anni (la cittadinanza è automatica se i due genitori alla nascita del richiedente disponevano di un permesso di soggiorno).In Germania, vale di base lo Ius Sanguinis ma chi nasce nel territorio tedesco da genitori extracomunitari può diventare cittadino tedesco se uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno da almeno tre anni e vive in Germania da otto.

Il dibattito in Italia si è riacceso dopo le parole di Letta all'Assemblea nazionale del Pd. "Io sarei molto felice se il governo di Mario Draghi, tutti insieme, senza polemiche, fosse quello in cui dar vita alla normativa dello Ius Soli che voglio qui rilanciare", ha detto ieri il nuovo segretario del Partito Democratico.

Immediata la reazione di Matteo Salvini: "Letta e il Pd vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? Eh, buonanotte... Se torna da Parigi e parte così, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno gli italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate", ha detto il leader della Lega.

"Italiani in ginocchio, famiglie e imprese spaventati ma la priorità di Enrico Letta e del Pd è lo Ius Soli. Poi ci chiedono perché Fratelli d’Italia non governa con questa gente...", ha scritto sui social Giorgia Meloni, leader di FdI.

Valentina Cuppi, presidente del Pd, oggi ha ribadito che lo Ius Soli "è una cosa centrale per noi, ci distingue dalle altre forze politiche, anche da quelle con cui siamo al governo, non si annacquano le differenze dentro una maggioranza, che è eccezionale". "Ius soli e culturae sono cose a cui il paese è pronto. I nostri bambini vivono nel multiculturalismo, chi nasce e fa un percorso qui deve aver gli stessi diritti degli altri", ha evidenziato.

Per Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e relatore della legge sulla cittadinanza, "una discussione sul tema della cittadinanza va affrontata senza paura e senza ideologia. In commissione abbiamo già concluso le audizioni, lontano dai riflettori dei media e dei partiti".

"Spero che nessuno usi questo tema come una bandierina. Non bisogna illudere nuovamente chi da anni chiede e aspetta invano una nuova legge", ha puntualizzato Brescia, interpellato dall'Adnkronos. Il modello che potrebbe raccogliere maggiore consenso, ha aggiunto, è quello che si snoda attorno allo Ius Culturae. "Lo dico molto chiaramente. Lo Ius Soli non è la soluzione. La cittadinanza va legata a un percorso di integrazione che solo la scuola può dare. Da relatore penso ci siano le condizioni per ragionare sullo Ius Scholae, un modello concreto, pragmatico e credo anche più giusto”. Un tema però divisivo, viste le reazioni immediate a Letta, nella maggioranza che sostiene Mario Draghi: "Ricordo che il tema non è nell’agenda di questo governo, né era nell’agenda del governo precedente, ma certamente con la maggioranza del governo Conte bis il percorso sarebbe stato più semplice. Poi Renzi e company hanno voluto interrompere tutto e si sono dati la zappa sui piedi anche su questo tema”.

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