Letta: serve un nuovo Ulivo, dobbiamo parlare a chi non ce la fa

Image from askanews web site
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Milano, 28 giu. (askanews) - "L'Ulivo per me è sempre stato un modello perché ha avuto una grande capacità di partecipazione ed espansione andando oltre alla classe politica. È quel che mi piace di questo risultato, che è andato oltre i partiti. Due personaggi come Tommasi e Fiorita, un calciatore e un professore ai lati opposti dell'Italia, dicono che è quella la strada. Mettere in campo una nuova classe politica. So benissimo che non bisogna ripetere le cose del passato, nell'anno che abbiamo davanti dobbiamo elaborare un progetto, un nome, un programma e dei contenuti per una nuova coalizione". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, intervistato da La Stampa.

"Queste amministrative - ha aggiunto Letta - le abbiamo vinte nonostante il gioco dei veti incrociati. A Verona, a sostenere Tommasi c'erano sia Calenda che Conte. Vorrei che si cominciasse a separare l'immagine dalla sostanza. Capisco che queste forze debbano trovare una loro identità, per noi è più semplice. Il Pd è il fratello maggiore, ma a un certo punto bisogna pensare a unire".

"Ci sono tante famiglie - ha concluso il segretario - colpite duramente dall'inflazione, dal caro energia e dalla precarietà del lavoro. Se non diamo immediatamente un segnale, se non torniamo a parlare a quelli che nonce la fanno, arriveranno i gilet gialli italiani che di certo non voteranno per noi. Quei voti andrebbero al populismo,che sostanzialmente finisce a destra. Come ha dimostrato il voto francese. Per questo bisogna pensare anche ai giovani, mettendo fine agli stage gratuiti. Il primo lavoro di un ragazzo dev'essere ben pagato, non si può arrivare poveri e precari oltre ai trent'anni, altrimenti non chiediamoci da dove arriva la denatalità".

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