Letta si prepara a sciogliere la riserva, col sostegno di tutto il Pd

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 11 mar. (askanews) - Enrico Letta parlerà solo domattina, l'ex premier è tornato a Roma evitando qualunque dichiarazione, ma tutto il Pd di fatto lo considera già segretario e persino le minoranze di Base riformista e dei Giovani turchi sembrano essere ormai disposte a votarlo. Letta ha trascorso la giornata a casa, al telefono con i leader del partito ma anche impegnato in videoconferenze che poco hanno a che fare con il Pd: prima un webinar dell'Arel su "La politica economica di Biden e gli scenari post Covid", poi - sempre online - un appuntamento dell'Italian society del King's college di Londra su "The future of Italy in Europe".

Ma, appunto, i contatti con i dirigenti Pd ci sono stati - sia oggi che nei giorni scorsi, anche con quelli della minoranza - e nessuno dubita ormai sulla decisione che verrà annunciata domani. Nicola Zingaretti scrive un lungo post su Facebook, spiegando di nuovo le ragioni della sua decisione e dando praticamente per scontato il passaggio di testimone: "Tutto il sistema politico italiano sta ridefinendosi. Il Pd con Letta definirà un suo profilo adeguato e competitivo. Sono convinto che la soluzione più forte ed autorevole per prendere il testimone della segreteria sia Enrico Letta. La sua forza e autorevolezza sono la migliore garanzia per un rilancio della nostra sfida di grande partito popolare, vicino alle persone e non alle polemiche".

Base riformista annuncerà domani pomeriggio la propria posizione, dopo l'ufficializzazione della decisione di Letta, ma - nonostante le resistenze di molti - sembra ormai probabile che alla fine anche l'area di Lorenzo Guerini, Luca Lotti e Andrea Marcucci darà il proprio sostegno. "Gli zingarettiani stanno provando a tenerci fuori - dice uno degli esponenti di Br - continuando a ripetere che Letta è un'operazione loro. Ma non cadremo nella trappola...".

Graziano Delrio, dell'area "Fianco a fianco", già nei giorni scorsi aveva sostanzialmente dato l'ok e oggi è stata Debora Serracchiani a dire che ora "è il momento di mettere da parte casacche e scuderie e preoccuparsi di quello che conta davvero per l'Italia e per il Pd". Francesco Verducci, Giovani turchi, assicura: "Riconosciamo la grande autorevolezza di Letta, è una fase difficile e serve un profilo come il suo. Però per noi conta aprire una fase nuova, lasciarci alle spalle la subalternità a M5s e quindi attendiamo di sapere cosa dirà".

Nemmeno gli stop al congresso anticipato sembrano essere più un problema, per le minoranze. Nicola Oddati, coordinatore nella segreteria di Zingaretti, ribadisce che "la maggioranza congressuale che ha eletto Zingaretti pensa che Letta sia la figura più autorevole per guidare il Pd. Deve essere quindi una candidatura e di conseguenza un segretario che ci porti fino alla scadenza naturale prevista dalle primarie. Una guida così autorevole non può essere un segretario di transizione". Nessun problema, dice Dario Nardella, uno degli esponenti che aveva fatto infuriare gli zingarettiani nelle scorse settimane: "Letta ha tutto il diritto di porre condizioni per fare il segretario, è una personalità importante che non si può spendere per una breve parentesi, questo è chiaro a tutti".