Letta: "Sosterremo fino alla fine questo governo, non un altro"

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AGI - "Il governo deve durare fino alla fine della legislatura e soprattutto deve rimanere così". Enrico Letta modifica in parte la 'scaletta' della direzione del Partito democratico, convocata per fare il punto sul risultato positivo ottenuto alle ultime elezioni amministrative, e parla delle fibrillazioni in atto nella maggioranza. "Sosterremo fino alla fine questo governo, non un altro. Se ci fossero traumi, discontinuità, cambiamenti, noi non saremmo più della partita. E credo che serietà e continuità siano necessari in questo momento".

Nel suo intervento il leader dem cita lo stop allo ius scholae e i "fatti incomprensibili" registrati ultime ore. "L'atteggiamento di voltafaccia che c'è stato in Parlamento da parte di rappresentanti di gruppi di destra e centrodestra rappresenta una grande sorpresa, cosi' come il legare la discussione in Aula sul provvedimento alla sopravvivenza del governo - dice - Un governo si fa cadere per fatti drammatici, non per evitare che un ragazzo, italiano a tutti gli effetti, abbia la cittadinanza", afferma ancora e promette che sul punto il Pd "non arretrerà di un millimetro" e non "cederà a ricatti".

Il metodo scelto dalla Lega e da Matteo Salvini, continua, "è incomprensibile perchè la questione non ha mai fatto parte dell'agenda di governo e quindi non c'è nessun collegamento da fare con la vita dell'esecutivo". Il segretario dem rivolge poi un appello a tutte le forze politiche per arrivare all'approvazione del testo e ricorda che gli "italiani sono a favore di questa scelta": "Siamo pronti a discutere cambiamenti. Ma non diamo un'altra volta a questi giovani una speranza che poi verrà frustrata".

Legge elettorale

Letta offre ai partiti la disponibilità al dialogo anche per "superare i limiti" della legge elettorale. "Non proponiamo di cambiarla per averne una che ci avvantaggi. Siamo pronti a discutere qualunque ipotesi di cambiamento", assicura e chiarisce che il partito si sta comunque preparando ad affrontare le prossime elezioni con la legge in vigore. "Non abbiamo nessuna paura - scandisce - pensiamo di avere le carte in regola per vincere, ma in Parlamento i nostri ragionamenti verranno portati avanti" per migliorare le cose e per "evitare la situazione attuale, che sta alla base di parte dell'astensionismo", un "pericolo - cosi' lo definisce - per la democrazia".

A Draghi, Letta chiede invece "una svolta sociale dell'agenda di governo per i prossimi mesi perchè c'è il rischio - avverte - di avere un autunno di recessione, di conflitto, di aumento delle diseguaglianze". Il Pd ribadisce che il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo devono essere tra gli interventi principali per "evitare che siano le diverse destre ad intercettare la svolta sociale".

Dopo il successo alle amministrative

Il segretario dem invita poi i suoi colleghi di partito a "preparare bene l'ultimo miglio della legislatura, senza sbagliare una scelta, per far sì che si arrivi alle politiche della prossima primavera nella modalità migliore e con l'obiettivo di vincere". Il successo alle comunali, dice, è arrivato "perchè siamo stati uniti, inclusivi e scientifici" mentre "gli altri erano profondamente divisi. Abbiamo trovato le soluzioni giuste e abbiamo capito che i prezzi delle nostre divisioni del passato sono stati pagati dall'Italia", insiste.

"La nostra unità è stata fondamentale. E questa unità la dobbiamo preservare", senza pensare alle correnti o alle candidature, ma mettendo in campo "un grande lavoro di confronto interno", aggiunge. Tra i temi che affronta nella sede largo del Nazareno, c'è anche quello del cambiamento del clima. "La straordinaria emergenza caldo e la siccità che stiamo vivendo, ci fanno capire che tocca ognuno di noi" e "non i nostri nipoti tra 50 anni".

Letta rimarca l'esigenza di fare importanti "scelte politiche" e torna a criticare la destra che in Europa "ha chiuso gli occhi" mentre "noi abbiamo votato per la lotta al cambiamento climatico, un argomento non secondario, non una bandierina, ma un discrimine su cui costruire il progetto per il futuro e anche le alleanze politiche". Il tema dell'emergenza ambientale, conclude, "è la dimostrazione del fatto che un abisso ci distanzia dalle idee di Salvini e di Meloni che hanno scelto il nero fossile rispetto al green".

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