Letta vede possibile “trionfo” . E punta su almeno 3 vittorie

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Image from askanews web site
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Roma, 2 ott. (askanews) - "Le grandi metropoli al voto sono cinque: noi del Pd e del centrosinistra ne abbiamo vinte 2 su 5 l'altra volta, quindi vincerne tre su cinque sarebbe soddisfacente, oltre tre su cinque sarebbe un grande successo, un trionfo, questa è l'asticella che mi pongo in modo molto ragionevole". Enrico Letta fissa l'obiettivo per decretare il successo delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre. Anche se i comuni al voto sono molti di più e c'è di mezzo anche una regione, la Calabria, il segretario del Pd sa che saranno questi 5 i test decisivi per poter cantare vittoria: Milano, Napoli, Bologna, Torino e Roma.

Le prime 3 vengono considerate a portata di mano anche se la vittoria molto probabilmente dovrà attendere il ballottaggio due settimane dopo perché vincere al primo turno, secondo gli ultimi sondaggi pubblicati, è molto improbabile. Più facili sembrano le corse a Milano, grazie al gradimento personale del candidato Beppe Sala, non proprio un organico del Pd, e a Bologna, dove Matteo Lepore si è guadagnato sul campo il consenso in un territorio dove comunque, va detto, il centrosinistra la fa da padrone da decenni e il centrodestra non ha voluto cimentarsi seriamente proponendo un candidato davvero competitivo. Anche Napoli con Gaetano Manfredi e l'alleanza con i cinque stelle sembrano garantire il successo.

La strategia del leader dem sembra essere stata vincente, far scegliere ai territori anche laddove questo ha prodotto delle frizioni con l'alleato del M5s, vedi Torino dove la competizione con il partito di Giuseppe Conte è rimasta altissima e il candidato del centrodestra viene dato per favorito. Restano aperti i nodi degli apparentamenti al secondo turno che potrebbero essere decisivi per la vittoria. A Roma ad esempio l'ex ministro Roberto Gualtieri, (che non era la prima scelta di Letta) è dato in vantaggio nei sondaggi rispetto a Virginia Raggi ma al secondo turno i voti pentastellati non sono garantiti. Gualtieri però potrebbe arrivare primo se, come sperano i dem, gli elettori di Calenda convergeranno sul Pd al ballottaggio. Ed è questa la quarta vittoria che per Letta sancirà il "trionfo" del Pd.

Il leader dem ha scelto di fare campagna elettorale dai toni bassi senza farsi coinvolgere troppo dalle polemiche quotidiane in cui lo volevano trascinare gli avversari, in particolare Salvini e Meloni. Letta si gioca anche una partita personale in queste elezioni, ossia la sua campagna elettorale per le suppletive a Siena. Una sfida partita in salita a causa dello scontro con Matteo Renzi e del caso Mps ma che, ottenuto l'appoggio di Iv e del M5s, dovrebbe garantire la sua elezione in Parlamento.

Sicuramente un buon risultato in almeno 3 o 4 grandi città al voto renderà più solida la leadership di Letta nel Pd anche se le divisioni interne sono soltanto sospese, come lui stesso ha chiesto nell'ultima direzione nazionale convocata a 3 settimane dalle elezioni amministrative: evitiamo di dividerci, restiamo uniti in questi ultimi giorni, è stato l'appello lanciato da Letta. E in effetti così è stato, in particolare Base riformista, molto critica con la linea assunta dal segretario sulle alleanze e più in generale sulla linea politica, ha sospeso le ostilità.

Ma comunque vada Letta dovrà affrontare la imminente campagna per l'elezione del Presidente della Repubblica ricca di incognite a causa delle divisioni nel centrodestra, delle possibili scelte di Mario Draghi ma anche per gli appetiti interni ai democratici le cui "anime" torneranno a farsi sentire quando si tratterà di scegliere il prossimo inquilino del Colle.

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