Lettera a Conte sullo scostamento, mossa unitaria di Berlusconi, Meloni e Salvini. Ma il leghista: "Vogliono far da soli"

Carlo Renda
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Centrodestra (Photo: ANSA)
Centrodestra (Photo: ANSA)

“La linea comune è che ci sarà una linea comune”. Questo era il messaggio che trapelava dall’interno del centrodestra in vista del voto delle Camere sul nuovo scostamento di bilancio. Nelle due precedenti occasioni Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno detto sì all’allentamento dei vincoli sui conti: adesso però, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi attendono risposte. E scelgono la mossa unitaria di una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dalle colonne del Sole 24 Ore.

“Signor presidente del Consiglio, in questi mesi difficili l’intera opposizione ha assicurato un atteggiamento di responsabile lealtà istituzionale. Lo abbiamo fatto per senso del dovere verso la Nazione, che è per noi un valore supremo, non certo per esprimere un consenso alle politiche di un Governo del quale non condividiamo nulla, né gli obiettivi né i metodi e i comportamenti”.

Berlusconi, Meloni e Salvini ricordano di aver contribuito all’approvazione dello scostamento di bilancio in due precedenti occasioni in Parlamento. Lamentano però la scarsa collaborazione del Governo e della maggioranza con l’opposizione.

“Purtroppo la nostra disponibilità non ha portato grandi risultati: il Governo ha deciso da solo come impiegare quelle risorse senza coinvolgere l’opposizione, nonostante la nostra disponibilità. I risultati si vedono e sono tutti negativi”

Dinanzi alla terza votazione sullo scostamento di bilancio, i tre leader di centrodestra rinnovano la loro disponibilità a dare i loro voti, ma “non lo faremo al buio”, scrivono. Ascolteranno Giuseppe Conte in Parlamento e voteranno di conseguenza, “l’opposizione unita deciderà come comportarsi”. Attendono dal premier parole su tre punti fondamentali: fisco, lavoro, giustizia sociale.

Tuttavia è lo stesso Salvini a frenare: “Da parte del governo la risposta è
stata pari allo zero quindi se si ritengono autosufficienti facciano e ne risponderanno al Paese”.

Sul fronte fiscale, respinta la loro proposta di “anno bianco fiscale”, il centrodestra unito avanza due proposte:

“L’esenzione - per gli esercenti attività di impresa, arte o professione soggetti agli Indici sintetici di affidabilità - dal versamento del secondo acconto Irpef/Ires per l’anno 2020. La riduzione del 30% dei coefficienti del calcolo Imu, l’esenzione della predetta imposta per i Comuni con una popolazione inferiore a 3 mila abitanti e per gli immobili commerciali e produttivi rientranti nella categoria C”.

Sul fronte lavoro, Meloni, Salvini e Berlusconi chiedono misure che “premino gli imprenditori che mantengono i livelli occupazionali”.

“Riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende colpite dalla crisi che non riducono il numero di occupati. Sospensione del Decreto Dignità e reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, almeno per tutto l’anno 2020”.

Sul fronte giustizia sociale, i tre leader chiedono l’adeguamento delle pensioni di invalidità.

Ascolteranno le parole di Conte in Parlamento, “ascolteremo le risposte del Governo - scrivono i leader - Se saranno positive e convincenti, lo scostamento di bilancio avrà il nostro voto”, se così non sarà “sarà proprio l’interesse nazionale a impedirci di votare lo scostamento”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.