Lettera aperta ai maturandi 2022

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E così alla fine ci siete arrivati. Siete arrivati al tanto agognato e temuto giorno di inizio degli esami di maturità. E già per questo meritate un applauso. Lo meritano tutti quelli che, dopo cinque anni di “studio matto e disperato” (ma anche sporadico, anche un po’ zoppicante) finalmente arrivano alla meta e tagliano il traguardo, chi più sofferente, chi più entusiasta.

Ma lo meritate soprattutto voi, maturandi 2022, voi che per due anni avete dovuto fare i conti con Covid e DAD; voi che avete visto una pandemia piombare sulla vostra adolescenza e rubarsene una parte che non tornerà mai più; voi che avete sopportato un insegnamento a singhiozzo, un po’ in classe, un po’ a casa, con tamponi su tamponi fatti a ogni compagno che starnutiva e la sensazione che in tutto questo, tra coronavirus e Dpcm, tra circolari del Ministero dell’Istruzione e quarantene, l’istruzione, la vostra educazione sia finita all’ultimo posto. Anzi all’ultimo banco. Quelli famosi a rotelle dell’ex ministra Azzolina, proposti come la soluzione magica a un problema infinitamente più complesso.

Vi meritate un applauso, insomma, per essere arrivati fin qui, per non aver gettato la spugna (nel 2021, con il 13,1% di giovani che abbandonano prematuramente gli studi l’Italia si è tristemente classificata al quarto posto in Europa per incidenza della dispersione scolastica. Il 22,7% dei figli di chi ha la licenza media non arriva al diploma. Percentuali simili si hanno per i figli di disoccupati o di genitori con professioni non qualificate. Il tasso di abbandono tra gli stranieri, poi, è tre volte quello degli italiani).

Ve lo meritate perché, nonostante le resistenze iniziali, questa mattina vi presenterete, vocabolario di italiano tra le mani, per la prima prova scritta dopo due anni di pandemia. Siete un primo, piccolo pezzo del complesso puzzle del ritorno alla normalità, a quella vita pre Covid che ora ci pare così lontana da sembrare irraggiungibile. Ma non lo è, e il vostro tema di oggi ne è un esempio.

Sarebbe troppo facile dirvi, col senno di poi, che la maturità ha meno peso di quanto sembri, che nessuno là fuori, nel “mondo reale”, vi domanderà con quanto siete usciti dalle scuole superiori. Non solo: sarebbe anche scorretto. Perché se è vero che il voto che prenderete lascia il tempo che trova e che a decidere quanto si è maturi non è di certo un numero, è vero anche che questo primo, piccolo scoglio vi preparerà ad affrontare quelli – ben più grandi – che troverete sul vostro percorso di vita.

Quindi vivetevela tutta, questa maturità 2022. Vivetene ogni attimo e ogni emozione, perché tra qualche anno vi guarderete indietro con nostalgia. Vivete ogni battito del cuore che sembra scoppiare per l’ansia nel momento in cui vi sedete al vostro banco, in attesa di cominciare. Vivete le mani sudate nel prendere la penna e scrivere il vostro nome, la testa vuota davanti alle tracce, l’illuminazione, quella scintilla che vi fa capire da dove cominciare e la sensazione che da lì, da quel preciso momento sarà tutto in discesa.

Lasciate a casa le aspettative dei genitori, degli insegnanti, anche quelle di voi stessi: sono zavorre che vi appesantiscono il percorso e ve lo rendono più in salita di quanto già non sia. Liberatevi di tutto ciò che non vi serve, di tutto ciò che vi danneggia. Oggi è il vostro giorno.

Vivetela insieme, questa maturità, voi che per così tanti mesi siete dovuti stare separati. Sentite il senso di comunità che solo pochi eventi nella vita sanno creare, e l’esame di Stato è tra questi. Guardatevi negli occhi e sentitevi uniti, sentitevi una famiglia, una squadra che sta per scendere in campo per vincere la prima vera partita della vostra vita educativa.

Non lasciate che la paura vi mangi vivi, non ne vale la pena. Sentite la paura, imparate a conoscerla, a farla vostra amica e alleata, a donarle lo spazio che si merita senza lasciare che se ne prenda più del dovuto. Godetevi ogni attimo, perché niente di tutto questo (purtroppo o per fortuna, lo deciderete voi) tornerà indietro.

Buona maturità a tutti.

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