Lettera aperta esperta a task force Colao: curare salute mentale

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Roma, 17 apr. (askanews) - "Gent.mmo Prof. Vittorio Colao ho appreso con sollievo il costituirsi della task force come collaborazione tra professionisti scelti perche´ le loro diverse esperienze confluiscano nel coagulare un percorso teso ad affrontare la situazione attuale. La partecipazione degli psicologi e dei sociologi e' la manifestazione che non sia soltanto l'economia a vacillare, ma la salute mentale di tutti cittadini". Lo sottolinea una lettera aperta a Vittorio Colao e alla Task Force della presidenza del Consiglio per le proposte per la ripartenza dopo il lockdown inviata dalla dottoressa Francesca Ginobi, medico ginecolgo e psicoterapeuta romana studiosa ed esperta delle problematiche medico scientifche legate in particolare alla genitorialità e presidente della Associazione Casamadre Onlus. "Al disagio dei primi giorni per il rapido obbligo ad adattarsi ai nuovi comportamenti - sottolinea la dottoressa Ginobi- sono seguiti sentimenti di rassegnazione, rabbia, sfiducia, abbandono della speranza ,immersi in una quotidianita' della quale non vediamo una scadenza. L'incertezza sta generando non soltanto malessere, ma disturbi come angosce, fobie, depressione, insonnia o paradossali comportamenti trasgressivi o violenti nel chiuso delle case, nei legami familiari messi a una prova difficile, nell'accentuarsi delle solitudini e della mancanza di contatti". Ed "è con lentezza che si e' cominciato a pensare alle conseguenze di queste limitazioni imposte dal contagio e dalle scelte di chi gestisce questo blackout". D'altra parte, fa osservare l'esperta, "è sotto gli occhi di tutti i notiziari l' irreversibile crisi dell'economia". Mentre "non molte istituzioni si chiedono quale sara' il futuro delle relazioni quando si apriranno dei varchi nelle restrizioni sociali. Si puo' dire che esiste una cesura tra lavoro e relazioni, che le gerarchie non si esprimano anche per mezzo delle vicinanze e distanze". Ora invece "la task force sembra mostrare che si e' addivenuti alla consapevolezza che l' economia, il lavoro le limitazioni dei comportamenti sono strettamente dipendenti, legati gli uni agli altri". E "come in ogni trauma, siamo impreparati e alla ricerca di strumenti che proteggano la nostra mente e i nostri sensi dal vacillare. Oggi viviamo l'assenza del corpo, la mancanza dei uno dei cinque sensi, il tatto, e' diventato difficile nelle relazioni leggere il messaggio che comunica la vicinanza o la distanza dall'altro. Siamo come amputati del conforto del tocco , dal semplice stringere la mano ad un collega, agli amichevoli e familiari abbracci . La comunicazione mediatica , le videochiamate e l'uso dei social oggi piu' di prima sono la protesi che permette ad alcuni di non perdere la continuita' del lavoro, di coltivare le amicizie con chi si adatta". "Sono protesi - sottolinea la lettera aperta a Colao- di grande aiuto e conforto ma non inducano a convincere che possano sostituire la perdita di uno dei cinque sensi. Da molti anni psichiatri e neurologi ,con l'evidenza delle neuroscienze ,hanno dimostrato l'influenza della sensibilita' fisica, del tatto, del tocco nello sviluppo del bambino ,del rapporto con il sistema ormonale, immunitario, neurologico. Non si parla nei media che da una settimana delle donne in gravidanza , meno ancora di chi ha in atto un percorso per la cura dell'infertilita' eppure il rapporto dei corpi della coppia, di madre e figlio, corpo del padre, il partorire, come, quali presenze permesse implicano scontate e affettuose abitudini". "Se la depressione e le ansie nel diventare genitori - argomenta Ginobi-accompagnano spesso questa fase della vita, stravolgere i rapporti familiari di questa esperienza unica lascera' tracce indelebili. Sono almeno trent'anni che la ricerca e' attiva in quest'ambito. Sono studi non recenti di neonati orfani ben nutriti e curati ma che si ammalavano e morivano per mancanza del contatto fisico con il caregiver . Anche la comunicazione tra medico e paziente si e' dimostrata essere piu' efficace in alcune patologie se si associa alla terapie un contatto con le mani che e' percepito rassicurante e tranquillizzante. Non a caso si e' fatto riferimento alla letteratura sulla cecita', una pandemia improvvisa e incomprensibile che cambia per sempre la vita del mondo, un tema trattato dallo scrittore Saramago. Quali corpi saremo quali contatti, quali rapporti trasformati ora non possiamo saperlo , ma fare ipotesi e progetti e' importante. Di piu', e' proprio ora, in questo momento, e' in questo oggi e' tutti i giorni che sperimentiamo la sofferenza di questa mancanza. Tutto e' cambiato, ma e' inconfutabile che l'analisi economica, sociologica e psicologia siano strettamente legate l'una all'altra". "Affrontare gli stati d'animo, le percezioni, le reazioni da diverse ottiche e punti di vista- sollecita la dottoressa- e' essenziale . I mondi economici, emotivi e relazionali , sono chiamati ad una diretta comunicazione tra loro per orientare il clima aziendale, familiare e sociale. Tra la spinta alla trasgressione e l'idea di reclusione legata a diverse variabili vanno articolate proposte concrete di mediazioni che ci guidino alla gestione delle conseguenze negative che queste norme hanno sulle nostre emozioni". "Per concludere - è la proposta alla task forse della studiosa- si propone :1) di favorire gli incontri tra persone , le lezioni con la presenza dell'insegnante a un numero limitato di studenti, la formazione e le riunioni di lavoro ,il tutto per protezione della salute fisica e mentale ,questo nel pieno rispetto delle normative : ci sono in ogni citta' spazi all'aperto, aule e grandi sale di solito adibite ai lezioni e a convegni che consentono riunioni per un numero limitato di persone con tutte le garanzie necessarie. 2) Promuovere la ricerca in ambito psicologico , attivare borse di studio in questo contesto, cosa significa diventare genitori oggi , in tempo di coronavirus. 3) Sulla gestione dei conflitti familiari promuovere la formazione degli operatori sul campo inizialmente "anche a distanza ". Introdursi nel campo della prevenzione dei distacchi, delle violenze , dei comportamenti auto ed eterolesivi". "Con la fiducia - si conclude la lettera aperta a Colao della dottoressa Ginobbi- che il costituirsi della task force lavori di concerto nell'accompagnamento fuori del contagio, con la tutela del lavoro, in primo piano con la cura della salute fisica senza portarci pero' a dover curare la nostra salute mentale con nuovi e non conosciuti disturbi".

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