Lettera degli eurodeputati alla Commissione: "Bloccate il Pnrr della Polonia"

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People attend 'Chain of Light' protest in front of a court in support of judical indepencence in Poland. Krakow, Poland on October 29, 2021. Some prominent judges have been suspended from their public office duties after they had protested against the governments overhaul of the judicial system, which has been condemned as a violation of the rule of law by a wide range of international institutions and expert bodies. (Photo by Beata Zawrzel/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
People attend 'Chain of Light' protest in front of a court in support of judical indepencence in Poland. Krakow, Poland on October 29, 2021. Some prominent judges have been suspended from their public office duties after they had protested against the governments overhaul of the judicial system, which has been condemned as a violation of the rule of law by a wide range of international institutions and expert bodies. (Photo by Beata Zawrzel/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

“Chiediamo che la Commissione Ue, in qualità di custode dei trattati, si astenga dall’approvare il Pnrr polacco fino a quando non saranno soddisfatte tutte le condizioni previste dal regolamento”. Così i capigruppo di Ppe, S&d, Renew Europe, Verdi e La Sinistra\Gue, in una lettera congiunta indirizzata alla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

“Un governo che nega il primato del diritto dell’Ue e viola i principi dello Stato di diritto non può essere ritenuto affidabile nell’adempiere agli impegni e agli obblighi previsti dai nostri strumenti legali”, sottolineano i capigruppo.

Il regime in vigore in Polonia che consente al ministro della giustizia di distaccare i giudici presso organi giurisdizionali penali superiori è in contrasto con il diritto dell’Unione europea. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea.

Il ministro della giustizia, che è al contempo procuratore generale, rileva la Corte, può decidere il distacco e porre fine a esso in qualsiasi momento senza motivazione. Il requisito dell’indipendenza dei giudici impone infatti che le norme relative a un tale distacco presentino le garanzie necessarie per evitare qualsiasi rischio che esso sia impiegato quale strumento di controllo politico del contenuto delle decisioni giudiziarie, in particolare nel settore penale. E’ quanto si legge in una nota della Corte del Lussemburgo.

La Corte di giustizia europea, intanto, ha stabilito che l’Ungheria ha violato il diritto dell’Unione europea sanzionando penalmente l’attività organizzativa realizzata al fine di consentire l’avvio di una procedura di protezione internazionale da parte di persone che non soddisfano i criteri nazionali di riconoscimento di tale protezione.

“Sanzionando penalmente l’attività organizzativa realizzata al fine di consentire l’avvio di una procedura di protezione internazionale da parte di persone che non soddisfano i criteri nazionali di riconoscimento di tale protezione, l’Ungheria ha violato il diritto dell’Unione”: è quanto ha deciso la Corte di Giustizia dell’Ue che si è pronunciata sul ricorso della Commissione europea contro la cosiddetta legge ungherese anti-Soros. “La configurazione come reato di detta attività è in contrasto con l’esercizio dei diritti garantiti dal legislatore dell’Unione in materia di sostegno ai richiedenti protezione internazionale”, sostiene la Corte.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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