**Letteratura: è il poeta Francisco Brines, ultimo Premio Cervantes**

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Madrid, 21 mag. – (Adnkronos) – Lo scrittore spagnolo Francisco Brines, ultimo grande poeta ad essere insignito del Premio Miguel de Cervantes, considerato il Nobel della letteratura ispanica, è morto all'età di 89 anni giovedì 20 maggio nell'ospedale di Gandía, in provincia di Valencia, dove era stato ricoverato lo scorso 13 maggio e dove era stato operato per un'ernia. Pochi giorni prima, riporta il quotidiano "El Pais", i re di Spagna, Felipe e Letizia, si erano recati nella sua casa di Elca per consegnare a Brines il Premio Cervantes dopo che il poeta, per problemi di salute, non si era potuto recare a Madrid, lo scorso 23 aprile, data della morte di Miguel de Cervantes, per poter ritirare il prestigioso riconoscimento letterario intitolato all'autore del "Don Chisciotte".

Francisco Brines, sottolinea la motivazione del Premio Cervantes, è stato un "intimo poeta" della generazione del '50 e "maestro della poesia contemporanea spagnola": la sua opera poetica "va dal carnale al metafisico e spirituale", con una costante "aspirazione alla bellezza e all'immortalità".

Era nato a Oliva, in provincia di Valenza, il 22 gennaio 1932. Membro dell'Accademia Reale di Spagna e insignito di numerosi riconoscimenti (tra cui il Premio Nacional de las Letras e il Premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana), Brines è concordemente ritenuto dalla critica uno dei maggiori poeti spagnoli del secondo Novecento: "Le braci" (1960), "Parole all'oscurità" (1966), "Insistenze su Lucifero" (1977), "L'autunno delle rose" (1986), "L'ultima costa" (1995) sono da annoverare tra le sue raccolte più significative. Un lirismo particolarissimo emerge nell'intero arco della sua produzione, umanissimo canto di lacerazioni esistenziali; un lirismo teso, comunque, ad un ideale di 'rehumanización' dell'arte. Non sfugge a questo processo di 'riumanizzazione', intrapreso in chiave intimista, l'indagare sofferto e sovente spietato sull'indigenza spirituale dell'uomo, teso alla conoscenza di una realtà ontologica che non si rivela altro che 'nulla'.

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