**Letteratura: Franz Kafka, online il suo tesoro di carte inedite**

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Gerusalemme, 31 mag. – (Adnkronos) – La Biblioteca Nazionale di Israele ha messo online tutta la sua collezione dello scrittore boemo di lingua tedesco Franz Kafka (1883-1924). In gran parte si tratta di un tesoro di carte inedite, giunto a Gerusalemme nel 2019 dopo una lunga battaglia legale: il materiale era stato nascosto per decenni nei caveau della banca Ubs di Zurigo. Due anni fa fu il Tribunale distrettuale elvetico di Zurigo a ordinare che gli autografi dell'autore di "La metamorfosi" e "Il processo" celati in Svizzera dovessero essere consegnati all'istituzione israeliana per ricongiungersi al grande archivio kafkiano già presente.

La collezione digitalizzata, a partire dall'agosto 2019, comprende una miniera di lettere indirizzate a grandi scrittori europei come Thomas Mann, Arthur Schnitzler, Stefan Zweig e Jaroslav Hasek, album di disegni e schizzi, bloc notes con esercizi per imparare l'ebraico, appunti di vita quotidiana, il manoscritto del racconto ''Preparativi di nozze in campagna'', una bozza del romanzo ''Il castello'' e il manoscritto del racconto incompiuto ''Riccardo e Samuele''.

La collezione di Kafka assegnata alla Biblioteca Nazionale di Gerusalemme era appartenuta all'amico Max Brod. Prima della morte, Kafka consegnò il suo archivio a Brod con la richiesta di bruciare tutto ciò che era rimasto inedito. L'amico ignorò le istruzioni dello scrittore e quando Brod lasciò Praga per la Palestina nel 1939 portò con sè una valigia contenente vari scritti di Kafka. Alla morte di Brod nel 1968, il materiale non ancora pubblicato di Kafka passò alla sua segretaria Esther Hoffe (fu conservato in una cassaforte e in parte venduto), che a sua volte lo ha poi lasciato alle sue figlie, Eva Hoffe e Ruth Wiesler. Le due sorelle israeliane hanno insistito per anni per mantenere nella loro disponibilità la vasta collezione di carte di Kafka. La giustizia israeliana ha sempre sostenuto, come infine nel 2019 anche quella elvetica dopo una lunga battaglia di ricorsi e controricorsi, che quei documenti erano da considerarsi parte integrante del patrimonio della Biblioteca Nazionale di Gerusalemme.

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