Letture illuminanti/2. Oggi pulizia e cibo sono migliori della Versailles del Re Sole

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Un po’ di numeri, in cinque puntate, per capire come la libertà abbia reso migliore il mondo, accresciuto la prosperità, ridotto la povertà. Studiare “La grande ricchezza” di Deirdre Nansen McCloskey con Art Carden, il libro uscito per le edizioni della Luiss con una prefazione di Paolo Silvestri, per non avere nostalgia per un mondo idealizzato e mai esistito.

Seconda puntata: “Pensiamo ai tubi che ci portano acqua pulita per lavare noi stessi, i nostri abiti e le nostre stoviglie, o al sistema fognario e di raccolta dei rifiuti (anche in questo caso le cose sono migliorate dal 1800, quando le persone buttavano spazzatura e liquami nel canale sotto casa, anche in una città relativamente ricca come Amsterdam)” e “i progressi di pulizia e igiene che sono diventati routine”.

Poco, ma molto meglio di prima.

“Oggi disponiamo di acqua calda ogni volta che vogliamo e abbiamo armadi pieni di abiti, come un tempo avevano solo duchi e duchesse, mentre molti di loro si limitavano a cospargersi di profumo. Nella Galleria degli Specchi di Versailles, dove il Re Sole accoglieva le elite, non c’erano bagni; duchi e duchesse si liberavano per le scale”.

Meglio.

“L’aspettativa di vita all’apice dell’Impero romano era di 24 anni. I cimiteri romani sono pieni di tombe di bambini. Nel 1800 l’aspettativa di vita era meno di 40 anni in Inghilterra, in Francia e altri Paesi dell’Europa occidentale. Oggi è di circa 80 anni nei Paesi ricchi e di 60 nei più poveri”, con un tasso di alfabetizzazione enormemente superiore a quello di un paio di generazioni fa.

Poco, ma molto, molto meglio.

(2/Continua)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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