Letture illuminanti/4: come la libertà ha portato più diritti, più musica, più cibo per tutti

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Un po’ di numeri, in cinque puntate, per capire come la libertà abbia reso migliore il mondo, accresciuto la prosperità, ridotto la povertà. Studiare “La grande ricchezza” di Deirdre Nansen McCloskey con Art Carden, il libro uscito per le edizioni della Luiss con una prefazione di Paolo Silvestri, per non avere nostalgia di un mondo idealizzato e mai esistito. Quarta puntata.

“Nel 1942 la percentuale di persone che viveva in estrema povertà era altissima e arrivava ancora al 50 per cento nel 1966, nel 1997 la frazione ammontava al 29 per cento. Nel 2017 era scesa al 9 per cento”. Non solo in Occidente: poco, ma molto meglio. “Nel 1997 il 42 per cento della popolazione di India e Cina, dove vivono quattro umani su dieci, si trovava in condizioni di estrema povertà. Nel 2017 le percentuali erano crollate al 12 per cento in India e allo 0,7 in Cina. Nell’America Latina, la proporzione è calata da 14 al 4 per cento”: c’è ancora da migliorare. E parlando di infanzia violata: “Nel 1950 in tutto il mondo, il 28 per cento dei bambini tra i cinque e i quattordici anni lavorava a tempo pieno. Nel 2012 la cifra era scesa al 10 per cento. Nel 1970 il 28 per cento della popolazione era malnutrita: nel 2015 l’11 per cento”: poco, ma molto meglio. “Nello stesso periodo è cresciuta la tutela dei diritti di donne, minoranze etniche e razziali e del popolo lgtb”: poco, ma meglio. “A partire dal 1908 per molti pionieri della musica di Memphis lo strumento di riferimento è stata la chitarra in vendita a 1,89 dollari (circa 53 dollari secondo i prezzi attuali; due ore di lavoro odierne o tre giorni di lavoro all’epoca)”: molto meglio. Potersi permettere una chitarra vuole dire che “l’innovismo non distrugge la creatività” come dicono i nostalgici del buon tempo antico (bella l’espressione “innovismo”). “Il commercio ha dato il via a una rivoluzione nel mondo della musica. E’ successo spesso. L’Atene del quinto secolo, la Firenze del quindicesimo e la New York degli anni Cinquanta del Novecento hanno visto fiorire arte e scienza all’interno di società votate al commercio”. Poco, ma meglio, molto meglio. (4.Continua)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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