L'Europa è pronta a coordinare terapie e test su Covid

Massimo Maugeri
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AGI - La crescita verticale nella curva del contagio riporta il Consiglio e la Commissione europea nella cabina di regia del coordinamento Ue tra Stati membri. Archiviate le chiusure ai confini e i blocchi all'export di mascherine della prima ondata, i Governi nazionali sembrano più disposti a collaborare su ambiti che, fino a pochi mesi fa, erano ritenuti di esclusiva e intoccabile competenza nazionale.

"Siamo sulla stessa barca", ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, dopo la conclusione della videoconferenza tra leader. "Siamo di fronte a una crisi seria e severa, che ci mette a dura prova" ha aggiunto il belga, "i numeri stanno aumentando dovunque in Europa, la coesione e la solidarietà sono fondamentali".

Lo stretto coordinamento tra Governi e Commissione europea è fondamentale per rispondere con rapidità ed efficacia alla nuova ondata del Covid-19 - ha affermato il premier Giuseppe Conte dando il sostegno dell'Italia alla posizione dei 27. Tuttavia, ha ribadito riferendosi al Recovery Fund, "la risposta sanitaria deve andare di pari passo a quella economica. Solo unita l'Europa supererà la crisi".

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha alzato l'asticella della cooperazione Ue in materia sanitaria e ha annunciato: "Abbiamo stanziato 220 milioni per finanziare il trasferimento transfrontaliero di pazienti dove è necessario". Tale azione, precisa la tedesca, si basa "su una condivisione di dati assieme alla piattaforma Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie)" anche sui "letti a disposizione in terapia intensiva".

I trasferimenti degli ultimi giorni di pazienti olandesi verso gli ospedali tedeschi potrebbero dunque diventare la nuova normalità. "Abbiamo avuto modo - ha spiegato Michel - di concentrarci anche sui test, sulle politiche di tracciamento e sui vaccini" perché "sono questi i mezzi essenziali per fermare la diffusione del virus".

Priorità viene data ai test rapidi, gli unici "capaci di ridurre i rischi agli spostamenti interni". Von der Leyen è tornata poi su una materia tipicamente europea come la libertà di movimento. "Elaboreremo - ha promesso - un modulo coordinato per la localizzazione dei passeggeri e coordinare il tracciamento durante i viaggi" con l'obiettivo di "avere un modulo unico europeo entro la fine dell'anno".

Ma la presidente della Commissione è stata molto attenta a non mandare il messaggio sbagliato e, nello scambio coi giornalisti, ha precisato che "i viaggi non sono opportuni in questo momento". "Bisogna ridurli - ha affermato - a quelli necessari".

In conclusione, c'è anche spazio per qualche critica agli Stati membri: "Dopo la prima ondata, siamo tornati indietro sulle misure troppo rapidamente" e questo vale "non solo sui viaggi", ma "su tanti ambiti". Il focus di Bruxelles rimane però sul contrasto alla pandemia e ai suoi effetti economici. Infatti nessun Paese viene citato se non per motivi positivi, come Italia, Germania e Irlanda, le sole ad aver reso compatibili tra loro le tracing-app.