L'Europa mostri solidarietà. Il Papa chiede ai fedeli di non isolarsi

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Prima la visita al Palazzo Presidenziale di Bratislava e poi una preghiera nella Cattedrale di San Martino, Papa Francesco nel suo viaggio apostolico è apparso in buona salute in questa suo primo viaggio dopo l’intervento chirurgico intestinale a luglio.

Per la Slovacchia è un momento particolarmente difficile a causa della pandemia, e la presenza del Pontefice per tutti i fedeli ha un grande significato religioso. Un segno di vicinanza a tutti coloro che soffrono per il Covid-19 e per la crisi in corso.

Alla presenza della Presidente slovacca Zuzana Caputova, Bergoglio ha lanciato un messaggio di incoraggiamento sottolineando che all'Europa serve solidarietà, non solo ripresa economica. “Nessuno si deve sentire emarginato e costretto a lasciare la famiglia e la terra di origine in cerca di maggiori fortune”. Mentre su vari fronti continuano lotte per la supremazia, questo paese riaffermi suo messaggio di integrazione e di pace”, ha sottolineato Francesco. "La pandemia è un'occasione per ripensare i nostri stili di vita”.

"No a colonizzazioni ideologiche e individulismo"

Un messaggio condiviso dai fedeli anche se alcuni hanno fatto notare che nel Paese ci sono sempre più slovacchi conservatori che si oppongono alle migrazioni.

Nella Cattedrale di San Martino, il Santo Padre ha incontrato i vescovi e il clero della Slovacchia, toccando un argomento che gli sta particolarmente a cuore, il tema della Chiesa che dev'essere "segno di libertà e di accoglienza”. “Il Santo Padre ha richiamato la nostra attenzione facendoci capire il valore di quello che predichiamo, dice un sacerdote. Ha sottolineato che dobbiamo cercare nuovi modi per avvicinare i credenti a Gesù e alla Chiesa.”

Il messaggio del Pontefice è rivolto a promuovere un’integrazione sempre più necessaria, in un periodo come quello che stiamo vivendo. Serve la fratellanza per superare le difficoltà anche se su vari fronti continuano lotte per la supremazia.

In occasione dell'80esimo anniversario delle leggi ebraiche slovacche, il Papa si è poi scusato per la prima volta con la comunità ebraica. Francesco si è inchinato commosso davanti alla memoria di 100.000 ebrei slovacchi uccisi durante la seconda Guerra Mondiale. Oggi in Slovacchia vivono solo cinquemila ebrei.

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