L'Europa non ignora la morte di Amini. Proteste a Parigi e Stoccolma

In Europa si scende in strada per Mahsa Amini, la giovane ragazza curda-iraniana morta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale di Teheran per non aver indossato il velo secondo quanto prescrive la legge della Repubblica islamica. Da Parigi a Stoccolma decine di persone ha solidarizzato con i cittadini iraniani che soffrono il pugno duro del regime di Teheran.

"Non siamo qui solo per Mahsa, ma anche per dimostrare il nostro disappunto per quello che si vede nella Repubblica islamica da 43 anni: in Iran è in corso una rivoluzione", dice un'attivista in un corteo a Parigi.

A Stoccolma le strade sono state affollate con foto della ragazza, le bandiere nazionali iraniane e quelle del principale partito di opposizione dei Mojahedin del popolo iraniano.

"Vogliamo mobilitare i politici svedesi ed europei, è quello che possiamo fare da qui", afferma Roya, che studia nella capitale svedese.

Iran nel caos

Si aggrava in tanto in Iran il bilancio dei morti provocati dagli otto giorni di protesta dopo la morte di Amini. La tv di stato parla di 35 vittime. Secondo la Ong Iran Human Rights che ha sede a Oslo sarebbero 50. Per l'agenzia di stampa Tasnim, nella sola provincia settentrionale di Guilan, sono stati arrestati 739 rivoltosi.

Il principale partito riformista iraniano (l'Unione popolare dell'Iran islamico), ha esortato lo Stato a revocare la legge sul velo obbligatorio, che dal 1983 obbiga le donne, iraniane e straniere, indipendentemente dalla loro religione, a uscire con il capo velato e il corpo coperto da un indumento aderente di varia lunghezza.

Il partito chiede anche che la Repubblica islamica "annunci ufficialmente la fine delle attività della polizia morale" e "permetta manifestazioni pacifiche" e pretende la formazione di una commissione d'inchiesta "imparziale" sulla morte di Mahsa Amini e il "rilascio immediato delle persone recentemente arrestate".

Mahsa Amini, 22 anni, è stata arrestata il 13 settembre a Teheran per "aver indossato abiti inappropriati" dalla polizia morale e perché colpevole di avere coperto solo una parte della sua testa. È morta dopo tre giorni di coma in ospedale.