L'ex assessora Miracca: "Sparare agli immigrati? Era goliardia, noi leghisti siamo così"

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Francesca Miracca (Photo: Instagram/Francesca Miracca)
Francesca Miracca (Photo: Instagram/Francesca Miracca)

Torna a far parlare di sé l’ex assessora al commercio di Voghera, Francesca Miracca, dopo essere stata destituita dall’incarico per una frase sull’uso delle armi detta il giorno prima della manifestazione in solidarietà di Younus El Boussettaoui, ucciso da un colpo partito dalla pistola dell’assessore alla sicurezza Massimo Adriatici. “Domani spariamo davvero”, aveva detto. Oggi, intervistata da La Stampa, ha affermato:

La frase nella chat era in tono goliardico. Non era solo l’assessore Gabba a esprimersi in quel modo, anche io lo facevo, anche la sindaca faceva battute sgradevoli. Direi che tutti, tranne due assessori, ci confrontavamo in quel modo. Come al bar, ma qui non c’è razzismo. Ripeto: era una chat goliardica, anche se era della giunta comunale

Anche l’assessore leghista Giancarlo Gabba, successore di Adriatici, suggeriva di sparare per risolvere i problemi di sicurezza, circa un mese prima dell’omicidio del 39enne marocchino. “Se si escludono gli assessori Torriani e Adriatici, tutti si esprimono in quel modo. Ma l’assessore è una persona che usa un linguaggio molto colorito”, così Miracca giustifica l’ironia su razzismo e violenza. Poi accusa la Lega:

Quoto la Lega di prima. Non questa al governo. Io mi sono spesa in ogni modo. Mi hanno fatto fuori perché sono arrivata seconda per numero di preferenze, prima di illustri avvocati e commercialisti. Quando sei una persona del popolo…

Alla domanda se pronuncerebbe ancora quella frase, risponde:

No, non la direi più. Ma era un battuta fatta con un fratello. Non trovo giusto di essere l’unica a pagare visto che è lo stesso linguaggio usato da quasi tutti. Ero qui nel mio bar, parlavo con un amico. Il giornalista del Foglio ha riportato quella frase fuori dal contesto. Lo vede come siamo? È un modo di stare insieme. Volevo denunciare quel giornale, ma non l’ho fatto per tenere un profilo basso. Ho anche avvisato la sindaca.

Continua poi l’attacco al suo partito.

Per cinque anni la Lega ha fatto campagna elettorale promettendo più sicurezza, poi quando finalmente è andata al governo la svolta non c’è stata. Mi aspettavo molto di più. È la stessa cosa che sta succedendo a Salvini da quando è al governo con Draghi. La gente non gli crede più

E a proposito delle indagini a suo carico per traffico di influenze (pacchi alimentari in cambio di voti), dice:

Non sono ancora stata sentita in Procura. Verrò interrogata il 28 settembre. Si scoprirà che non è questo il mio problema. Quando prendi troppi voti e già si parla di una tua candidatura in Regione, allora c’è sempre qualcuno che ti vuole stroncare la carriera.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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