L'ex Capo di Stato Maggiore della Difesa delinea uno scenario dinamico ma convenzionale

Il generale in congedo Vincenzo Camporini
Il generale in congedo Vincenzo Camporini

In una articolata intervista rilasciata all’Agi il generale in congedo Vincenzo Camporini ne è certo: “Dopo le annessioni per la guerra un inverno di stasi”. L’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa delinea quindi uno scenario dinamico ma convenzionale, cioè legato comunque ad una evoluzione del conflitto fra Russia ed Ucraina ma non necessariamente vittima di una escalation.

“Per la guerra un inverno di stasi”

Il nodo è quello della annessione alla Russia delle regioni ucraine occupate dalle forze di Mosca, annessione che rappresenta si un sopruso, ma che di fatto mette Vladimir Putin in condizioni di “semi appagamento” per cui non converrebbe cercare altri obiettivi se non quelli difensivi. Quindi secondo il responsabile Sicurezza e Difesa di Azione con l’arrivo dell’inverno il conflitto potrebbe andare incontro a una situazione di stasi, con combattimenti “localizzati nelle Oblast contese”. Ha detto il generale Camporini: “A livello concreto, non credo cambi nulla, se non una rinnovata solidarietà a Kiev che si manterrà come supporto logistico e rifornimento di armi, munizioni e addestramento”.

“Nessun effetto pratico delle annessioni”

E ancora: “L’annuncio delle annessioni, dal punto di vista pratico, non credo comporti nulla per l’Occidente. Vediamo cosa comporterà dal punto di vista dell’atteggiamento”. Poi lo scenario: “Sicuramente continueranno i combattimenti sul terreno. Putin si è annesso territori di cui non ha il controllo completo e la cosa è abbastanza bizzarra. Sul terreno le cose non stanno andando bene per i russi. C’è una sostanziale stasi che però non impedisce qualche combattimento a livello locale”.