L'ex concorrente del GF racconta la situazione in Spagna

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Lorenzo Battistello
Lorenzo Battistello

Lorenzo Battistello, ex concorrente del Grande Fratello, si è trasferito in Spagna. L’uomo si è confidato con il Corriere, raccontando anche quanto sia diversa la gestione dell’emergenza rispetto all’Italia. Spera davvero che quella che iniziano a vedere sia la luce in fondo al tunnel di questa pandemia.

Lorenzo Battistello in Spagna

Lorenzo Battistello ha partecipato alla prima edizione del Grande Fratello, nel 2000, ma oggi vive in Spagna e la sua vita è completamente cambiata. “Il mese scorso qui a Barcellona, all’interno del Palau de Sant Jordi, hanno fatto un esperimento: un concerto con cinquemila spettatori, tutti sottoposti a tampone e con le mascherine. È stato il primo evento da un anno a questa parte. Il tentativo di dimostrare che forse è arrivato davvero il momento di ripartire…” ha raccontato al Corriere. Dopo il momento di successo in seguito al Grande Fratello, il cuoco vicentino si è trasferito a Barcellona. Vive lì da una decina di anni insieme a sua moglie, dottoressa italiana, e gestisce diverse attività legate al mondo del cibo. “Avevo due ristoranti ma li ho venduti nel 2019, pochi mesi prima che scoppiasse la pandemia. Dal punto di vista imprenditoriale, sono stato fortunato. Lo scorso anno ho aperto un piccolo locale che propone piatti italiani da asporto. Considerando le restrizioni alla circolazione, il lavoro non manca” ha spiegato. Le differenze tra Spagna e Italia sono davvero tante, soprattutto per quanto riguarda i locali pubblici. “Dopo la prima fase di lockdown e la parentesi estiva in cui pareva che l’incubo fosse alle spalle, ho l’impressione che il governo spagnolo abbia assunto un atteggiamento più lineare nella lotta alla pandemia, rispetto a quello italiano. Da voi ci si ritrova una settimana in zona gialla e quella dopo in rossa, senza la possibilità di programmare alcunché. Qui invece sono state fissate delle regole generali che poi vengono declinate da ciascuna regione: bar e ristoranti, ad esempio, sono tutti aperti ma ogni zona fissa degli orari. A Barcellona i locali possono accogliere il pubblico dalle 7 alle 17. E da quell’ora in poi funziona solo il delivery o il take away” ha aggiunto.

Lorenzo Battistello ha raccontato che anche in Spagna ci sono pochi turisti. “Alle 22 scatta il coprifuoco, quindi discoteche e locali notturni sono chiusi. Però sono stati riaperti i centri commerciali anche nei weekend e durante il giorno la gente va in spiaggia e affolla i ristoranti che, complice il clima caldo, sono spesso dotati di terrazze che il governo ha autorizzato ad ampliare per consentire un maggior distanziamento dei tavoli. La verità è che qui c’è meno paura anche perché in tutta la Spagna, nelle ultime settimane, si contano ‘soltanto’ un centinaio di morti al giorno” ha raccontato l’ex gieffino. Un’altra differenza è che in Spagna si parla poco dei vaccini. “Mia moglie, lavorando nella Sanità, è già stata vaccinata. Ma il resto della popolazione ha le idee confuse. Ancora non mi hanno detto se io, che ho avuto un tumore al rene e sono guarito, sarò considerato o no ‘categoria fragile’. Di sicuro mi vaccinerò appena me ne sarà offerta l’occasione” ha spiegato. “Ho anche una società che si occupa di catering e giriamo con una vecchia Ape anni Sessanta attrezzata come ‘spritzeria ambulante’. Proprio ieri ho ricevuto l’invito a partecipare a uno Street Marketin centro a Barcellona: l’8 e il 9 maggio le strade si riempiranno di furgoncini carichi di prodotti e cibi tipici. Sarà il primo evento di questo genere, da quando è scoppiata la pandemia. È un segnale positivo, un modo per tornare a far girare l’economia, e spero che anche in Italia possiate presto tornare a pianificare degli appuntamenti. Dopo tutto questo dolore, c’è bisogno di leggerezza” ha concluso Battistello.