L'ex deputato del M5s lavora in spiaggia: "La politica? Ve la spiego io"

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di battista barman
di battista barman

La notizia si è sparsa nel giro di un paio d’ore, tanto che anche i cronisti, incuriositi, si sono recati a Ortona per scoprire se fosse vero. Ottima strategia di marketing per Alessandro Di Battista che si è messo a fare il barman. Sarà contento il cugino, titolare dell’attività, che vedrà i suoi introiti aumentare grazie ai curiosi che vorranno farsi servire dall’ex deputato del Movimento 5 Stelle. A raccontare la nuova vita del grillino è il Corriere della Sera con un lungo pezzo a firma di Fabrizio Roncone. Di Battista, che presto diventerà papà per la seconda volta (il figlio si chiamerà Filippo e nascerà a Pescara) sta vivendo un’estate che lo riporta agli antichi fasti, ovvero quando era giovane e faceva l’animatore nei villaggi turistici prima di diventare persona impegnata nel mondo della politica.

Di Battista diventa barman

Di Battista fa un po’ di tutto in questo lido di Ortona, lungo la costa adriatica a Chieti. A un centinaio di chilometri dove lo scorso anno, nello stesso periodo, Salvini firmava il proprio ‘suicidio politico’. Di Battista serve ai tavoli e parla da leader: maglietta bianca, bandana in testa, al tramonto la mascherina mezza scesa sul mento. In tantissimi si recano non solo per vedere se effettivamente c’è lui a fare da barman ma anche per scambiare qualche chiacchiera politica. Una battuta su Conte, qualcuna sull’attuale emergenza sanitaria. Di Battista, tra una fritturina di pesce e un’altra, ne ha per tutti.

E Roncone racconta un aneddoto di questa estate lavorativa per il Dibba: “(…) un gruppo di grillini molisani è venuto a trovarlo, una specie di pellegrinaggio sulla spiaggia. Ai militanti Dibba spiega un mucchio di cose in ordine sparso: l’accordo raggiunto sul Recovery Fund rafforza Conte, ma dell’Unione ci si potrà fidare davvero solo quando abolirà il patto di Stabilità; un po’ di soldi andrebbero spesi per risolvere il dramma del dissesto idrogeologico; con Di Maio il rapporto è buono (cioè, si detestano); a chiunque gli chieda di guidare la rinascita del Movimento, lui risponde che la passione non manca e non mancherà mai, ma ora penso al mio ultimo reportage sull’Iran, che ho titolato: ‘Sentieri persiani'”.